Apricena, caporalato: arrestati tre rumeni

Scoperta una masseria abbandonata trasformata in un campo di prigionia

casolareapricena

APRICENA – Avevano trasformato una masseria abbandonata in un campo di prigionia per nove romeni che lavoravano come braccianti agricoli nelle campagne della provincia di Foggia. Sono tre rumeni Ionel Tarnauceanu, 29enne, Daniel Balaceanu, 23enne e Ionut Macovei, 25enne, tutti incensurati, arrestati dai carabinieri con le accuse di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Le nove vittime erano giunte in Capitanata con la promessa di una lavoro ben retribuito. Una volta ad Apricena, invece, i tre hanno letteralmente sequestrato i connazionali, togliendogli anche i passaporti. I braccianti venivano impiegati in un’azienda che produce pomodori.
Gli stranieri venivano controllati e la sera chiusi con un lucchetto all’interno di un vecchio casolare abbandonato senza alcun servizio igienico, acqua e corrente elettrica. Le vittime hanno subito anche minacce. Poi sono riusciti a liberarsi di questo vero e proprio incubo, raggiungendo la caserma dei carabinieri di Apricena, denunciando tutto. ricostruita la vicenda, i carabinieri hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato dei tre rumeni. vUlteriori indagini sono in corso per chiarire la posizione del proprietario del fondo dove i rumeni erano stati impiegati per la raccolta dei pomodori.

 

 

 

 

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