Ascoli, Parco acquatico: niente terreno, progetto fermo

Mega investimento di svariati milioni e 230 posti di lavoro: la burocrazia rallenta tutto

filodacqua

ASCOLI SATRIANO  – Fermi milioni di investimento e 230 assunzioni: tutta colpa della burocrazia. E’ ancora la palo il progetto  di Parco acquatico della “Filo d’Acqua srl”, una società il cui core business  è la costruzione e  gestione del più grande impianto del Sud Italia che sarà realizzato su un’area di 18 ettari nel territorio  di Ascoli Satriano. Da oltre un anno, il progetto, è all’esame della giunta del Comune; tuttavia proprio al momento della definitiva approvazione, il Tar Puglia ha sancito che la zona industriale di Ascoli Satriano deve essere ricompresa nell’area di competenza del  Consorzio Asi,  che è  divenuto, da dicembre 2012, un nuovo ed ulteriore interlocutore amministrativo della “Filo d’Acqua srl”. “A tutt’oggi – si legge in una nota della “Filo d’Acqua” – questi Enti non hanno ancora prestato l’assenso alla prosecuzione dei lavori di  realizzazione, nonostante la comprovata disponibilità manifestata dalla “Filo d’Acqua” a provvedere a tutti i nuovi adempimenti amministrativi ed economici. La “Filo d’Acqua srl”, pertanto, patisce una situazione di stasi amministrativa che  già ha comportato il ritardo dell’apertura del Parco acquatico, che avrebbe dovuto essere inaugurato quest’anno. Un progetto sin da subito sposato da piccoli e medi imprenditori e professionisti di Foggia e provincia,  ai quali poi si sono aggiunti altri soci a livello interregionale. Il Parco Acquatico “Filo d’Acqua” è ad oggi uno dei più importanti progetti che interessano I’ economia del nostro territorio, poiché i benefici  in termini occupazionali e di indotto  economico sono di vasta portata, soprattutto se valutati nell’ambito dell’attuale periodo di congiuntura ed immobilità economica. “La “Filo d’Acqua srl” – conclude la nota – auspica che il Comune di Ascoli Satriano e il Consorzio Asi vogliano tempestivamente e finalmente prendere atto dell’importanza del progetto e delle sue positive ricadute occupazionali e provvedere a sbloccare con immediatezza l’iter amministrativo ad oggi fermo e ancorato ad una intollerabile burocrazia che frena le istanze di sviluppo della nostra economia”.

 

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