Bari, le imprese “rosa” tra crescita e mortalità

Concluso progetto della Confesercenti Puglia sulla qualità del tempo

 convegnobari

 

 

BARI – C’era anche Teresa Musacchio, presidente del Cnif Puglia (Coordinamento nazionale imprenditoria femminile di Confesercenti) al convegno “La Qualità del tempo: per le imprese, per il lavoro, per le città”, svoltosi a Bari, organizzato da Confesercenti Puglia. Un appuntamento a conclusione dell’omonimo progetto finalizzato alla diffusione e alla sperimentazione di buone pratiche in tema di Conciliazione tempi di vita e tempi di lavoro all’interno dei supermercati del Consorzio Esse Grande Group, marchio Dok. Il progetto, realizzato nell’ambito dell’Avviso pubblico per il finanziamento dei Patti sociali di genere nel territorio della Regione Puglia, Assessorato al welfare, servizio politiche di benessere sociale e pari opportunità, è stato descritto nella pubblicazione “Isole del tempo – Conciliazione Vita-lavoro” di Emanuela Megli (responsabile del progetto) e Rosanna Nicastro (consulente legale) di Cacucci Editore, nel quale sono descritti anche i risultati della sperimentazione. La presidente del Cnif, Patrizia De Luise, ha sottolineato l’importanza della legge n. 53/200 sulla Conciliazione, come “garanzia per una qualità di vita non solo delle donne ma anche degli uomini, poiché se una donna sta bene, sta bene tutta la famiglia, sta meglio la società civile, sta meglio il mercato”.
Ancora numeri. “In Puglia – ha evidenziato la Musacchio – sempre secondo il Rapporto Unioncamere le imprese femminili registrate al 30 giugno 2013 sono 92.807 su un totale di 381.333. Le variazioni al 30 giugno 2013, indicano la cessazione di 32 imprese femminili sul totale di 66 imprese, pari allo 0,3% sullo 0,2% del totale di cessazioni in Puglia. Di queste, a Bari, su un totale di 22,4% di imprese, 33.750 sono femminili e la variazione dal 30/06/2012 al 30/06/2013 è pari allo 0,16, ossia a 53 imprese femminili in meno. Quindi sebbene siano in crescita le imprese rosa pugliesi, c’è anche un alto tasso di mortalità che in genere si verifica nei primi 5 anni di vita. Questo fenomeno è dovuto alla mancanza di strumenti di supporto, come l’accesso al credito, oltre all’elevata burocratizzazione degli adempimenti fiscali. Il credito, tuttavia resta la nota dolente che si verifica in particolare per le imprese rosa, in quanto in genere si costituiscono con forme societarie semplici e quindi con meno garanzie di successo o di stabilità economica e finanziaria”.

 

 

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+