Bari, Mongiello rivendica Foggia come sede della commissione nazionale del grano duro

Bari, Mongiello rivendica Foggia come sede della commissione nazionale del grano duro

BARI – “La sede naturale della Commissione unica nazionale del grano duro è Foggia e promuoveremo ogni azione utile a che il Ministero delle Politiche Agricole lo riconosca e ce l’assegni”, ha affermato l’onorevole Colomba Mongiello, componente della Commissione Agricoltura della Camera, intervenendo alla manifestazione organizzata da Coldiretti nel porto di Bari per protestare “contro l’importazione di cereali dall’estero all’inizio della campagna di raccolta, influenzando negativamente la quotazione del grano italiano e aggravando la crisi del comparto. E’ inaccettabile che ciò accada”.
La Mongiello poi aggiunge: “La Puglia è il fronte avanzato de #LaGuerradelGrano, perché qui si concentra la maggiore quota produttiva nazionale ed è qui che sbarca la maggiore quantità di grano estero. Una guerra che nessuno vuole e che non si può vincere con le manifestazioni di piazza. Abbiamo bisogno che l’Unione Europea decida rapidamente sulla certificazione della pasta Made in Italy, così da ottenere valore aggiunto per produttori e trasformatori aderenti ai contratti di filiera previsti dal Piano cerealicolo. E abbiamo bisogno che la formazione del prezzo della materia prima avvenga con maggiore trasparenza e assegni la giusta attenzione ai cerealicoltori. E’ di oggi la buona notizia dell’adozione del decreto ministeriale per la costituzione della Cun, ora dobbiamo convincere il ministro ad istituire la Commissione per il grano duro a Foggia, come richiesto dalle organizzazioni agricole e sostenuto dalle rappresentanze istituzionali provinciali e regionali”.
Infine, l’onorevole Mongiello conclude affermando che “la globalizzazione dei consumi e la libera circolazione delle merci devono essere un’opportunità di sviluppo e non la ragione di una guerra tra produttori di cibo. La qualità della materia prima e del prodotto trasformato è l’arma a disposizione della filiera cerealicola italiana per vincere la concorrenza e produrre reddito a vantaggio dell’intero Paese”.

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