Celenza Valfortore, piccolo e virtuoso modello di Walfare

Celenza Valfortore, piccolo e virtuoso modello di Walfare

CELENZA VALFORTORE – Dalle borse lavoro, al servizio Adi e Sad, dai contributi econominci ai cittadini indigenti, al telesoccorso, passando per il  servizio civile, il banco alimentare, ludoteca e biblioteca per ragazzi, la sezione Primavera dell’asilo nido e la mensa. Sono i servizi sociali, solo alcuni, di un elenco ben più ricco ed articolato, attivati, negli ultimi anni, dall’amministrazione comunale di Celenza Valfortore.  Un piccolo e virtuoso modello di welfare. Presso il Comune, inoltre, è attivo il Segretariato sociale diretto dalla dottoressa Nicoletta Iacaruso, assistente sociale professionale. Uno sportello che effettua attività di ascolto, informazioni, consulenza sulle procedure di accesso ai servizi. Al segretariato sociale è demandato il compito di progettare, organizzare e gestire nuovi interventi nei vari settori.
“Per dare risposte ai cittadini è necessario analizzare il contesto, capire le richieste, esaminare bisogni complessi e sempre più diversi – dice la dottoressa Nicoletta Iacaruso, assistente sociale professionale del Comune di Celenza. Con la somministrazione di un questionario, stiamo effettuando una nuova ricerca che ci permetterà di valutare quali e quanti servizi è necessario attivare o modificare”.
Un’indagine sull’uso e abuso del web, curata dalla Iacaruso e da esperti dell’Asl, ha permesso di capire che l’80% dei giovani celenzani è a rischio dipendenza.
“Oggi, il territorio sconta un lungo momento di crisi in cui erano piombati i Piani Sociali di Zona, ma la riorganizzazione cui è stato sottoposto ci permette una migliore programmazione – dice il sindaco Massimo Venditti.  Con i servizi erogati riusciamo a coprire sia i bisogni assistenziali che a quelli di inserimento lavorativo e sociale come le borse lavoro e il servizio di protezione civile, il  Red, i servizi all’infanzia. La nostra idea di welfare – sottolinea Massimo Venditti – è basata sul concetto di partecipazione, sussidiarietà, oltre che di assistenza. Nel nostro piccolo crediamo di essere riusciti a realizzare una rete efficiente di servizi. Un piccolo modello di welfare costruitro grazie al supporto degli uffici comunali, del Psz, dell’ Asl, della scuola e del segretariato sociale”.

 

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