Cerignola, caso “Gema”: ancora scontri

Capogruppo Pd contro le scelte del Comune, chiede di tutelare interessi dell’ente

 

 

CERIGNOLA – Caso “Gema”: la polemica non accenna a placarsi. “E’ trascorso oltre un anno dall’ultima seduta consiliare monotematica riguardante il caso – commenta Michele Longo, capogruppo del Pd – e ritengo sia un dovere della tua amministrazione aggiornare la cittadinanza sugli  sviluppi della vicenda. Un anno fa cercavate di rassicurare le opposizioni e la cittadinanza sulla tempestività ed efficienza del vostro operato e sulla concreta possibilità di tornare in possesso delle somme trafugate ai cittadini in tempi ragionevolmente brevi. Oggi, con Gema fallita e Procura della Repubblica e della Corte dei Conti al lavoro, continuate ad essere convinti di quello che ci avete raccontato lo scorso anno?” “I danni – riprende Longo – si sarebbero potuti prevenire qualora le denunce alla commissione per la gestione dell’albo ovvero al Dipartimento delle finanze delle anomalie di gestione da parte dei comuni interessati dai mancati riversamenti dei tributi fossero state pronte e tempestive”.
“Con determina dirigenziale n.901/159 del 28-10-2011, il Dirigente Dott.Saracino autorizzava un progetto finalizzato all’acquisizione dei dati ed informazioni inerenti lo stato della riscossione dei ruoli e le liste di carico, nonché dei residui non riscossi e porre gli stessi a confronto con le risultanze contabili di questo Comune. Ho sempre pensato che queste attività di acquisizione e verifica fossero svolte in via “ordinaria” dall’ufficio tributi e dall’ufficio ragioneria del nostro comune, ma evidentemente mi sbagliavo. Rileggendo gli interventi della seduta consiliare dello scorso anno, si evince che tale “pensiero” fosse condiviso da tutti i consiglieri di maggioranza. Ma ammesso e non concesso che tale attività di verifica dei riversamenti della Gema non avesse natura “ordinaria” ma necessitava di “progetti finalizzati” di natura “straordinaria” forse era il caso di farli prima e con cadenze periodiche tali da scongiurare quello che è poi accaduto”. “La cittadinanza già tartassata – conclude Longo – non si spiega come, a fronte di cotanto disastro amministrativo, non ci sia da parte di alcun referente politico e dirigenziale un’assunzione di responsabilità per quanto accaduto. Non mi risulta che sia stata mai avviata un’indagine conoscitiva interna, tantomeno siano stati comminati provvedimenti disciplinari nei confronti di nessuno. Come l’autorità giudiziaria, con i suoi tempi, ha il compito di accertare eventuali responsabilità e negligenze di chi ha operato, così al sindaco spetta il compito di assicurare alla città di Cerignola, la presenza di Dirigenti ed Assessori idonei alle mansioni loro attribuite”.

 

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