Si tratta di un 20enne e di un 26enne coinvolti anche nell’omicidio di Tizzano: minacciarono un testimone
FOGGIA - Prosegue l’attività investigativa della squadra mobile della questura di Foggia, volta a ricostruire il tessuto e le connessioni criminali legati allo spaccio di sostanze stupefacenti in cui maturò l’omicidio di Gianluca Tizzano, avvenuto il 22 marzo 2011 e per il quale furono tratti in arresto i pregiudicati Ivan Narciso e Ciro Spinelli, tuttora detenuti. Un testimone assistette a quell’omicidio e decise di fornire la propria testimonianza, nonostante sin da subito venne avvicinato e minacciato da due individui, affinché ritrattasse la sua testimonianza, intralciando così l’iter giudiziario. Si trattava di Alessandro Moretti, 20 anni, e Alessandro Scopece, 26 anni, personaggi malavitosi ben noti al testimone in quanto in passato gli avevano fornito piccoli quantitativi di sostanza stupefacente.
Le indagini svolte dagli inquirenti anche in ordine al fenomeno delittuoso dello spaccio di sostanze stupefacenti hanno pertanto consentito di ascrivere precise responsabilità per il reato di spaccio in capo a Moretti e Scopece, per il quale, il gip presso il tribunale di Foggia, Rita Curci, su richiesta della procura della repubblica del capoluogo dauno, aveva emesso ordinanza di custodia in carcere eseguita il 16 febbraio scorso. Nel corso dell’esecuzione a carico di Moretti è stata eseguita una perquisizione domiciliare che ha permesso di rinvenire nella disponibilità dello stesso dosi già confezionate e pronte per lo spaccio di cocaina. Motivo per il quale è stato arrestato in flagranza di reato. Alessandro Scopece è stato anche denunciato in stato di libertà per furto aggravato di corrente elettrica, in quanto aveva abusivamente ed artigianalmente collegato la rete elettrica della sua abitazione ubicata nell’ex campo nomadi di via San Severo, a quella pubblica.



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