Decisione adottata dal consiglio comunale, poi si discute del Regolamento
TROIA - In consiglio comunale la classificazione a "zone omogenee di tipo D" delle aree su cui insistono i progetti degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, muove dalla constatazione che i terreni hanno perso, di fatto e per tutto il periodo in cui saranno operative le installazioni, la loro specifica destinazione agricola. Necessario, quindi, differenziare fiscalmente i terreni destinati alle attività agricole da quelli su cui insistono gli impianti attribuendo una rendita catastale adeguata e inserendola nella categoria ‘D1- opifici’, con conseguente maggior introito Ici, in futuro Imu. Al riguardo, la relazione introduttiva dell’assessore Domenico La Salandra, ha fornito alcuni dati interessanti: gli impianti eolici e fotovoltaici occupano una superficie complessiva che non raggiunge neanche il 3% del territorio troiano; grazie alla realizzazione di tali attività produttive, il Comune di Troia, che su quei terreni incassava ai fini Ici circa 18.500 euro, ora ne incassa circa 700mila e quando sarà a regime introiterà oltre due milioni di euro l’anno, a beneficio dell’intera cittadinanza; la validità e l’efficacia della variante sono subordinate al funzionamento degli impianti che, quando dismessi, consentiranno il ripristino dei luoghi, restituendo l’originaria destinazione agricola ai terreni interessati. L’accapo è stato approvato a maggioranza, con l’astensione di Carlo Rubino, unico rappresentante di minoranza presente in aula.
Il secondo punto all’ordine del giorno, introdotto dall’assessore Urbano De Lorenzis, riguarda l’allegato energetico-ambientale al Regolamento edilizio del Comune di Troia. Aderendo al Patto dei Sindaci promosso dalla Comunità europea, il Comune di Troia, già da tempo soggetto attivo nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, con questo Regolamento si propone di orientare la progettazione degli edifici tenendo conto degli obiettivi di edilizia sostenibile. L’accapo, già approvato in Commissione Consiliare è stato licenziato all’unanimità.



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