Foggia, assistenza domiciliare: a rischio 32 posti di lavoro

Preoccupati Cisl e Fisascat: “Integrare Adi e Sad per salvaguardare occupazione e qualità del servizio agli anziani”

 assistenzaanziani

FOGGIA “Preoccupazione per la paventata riduzione del servizio di assistenza domiciliare del Comune di Foggia” viene espressa dalle segreterie territoriali della Cisl e della Fisascat. “E’ necessario fare subito chiarezza sulla vicenda che, in un momento particolare di difficoltà socio-economica per la comunità foggiana, rischia di trasformarsi – afferma il segretario generale della Ust Cisl, Emilio Di Conza – nell’ennesima mazzata per lavoratori ed utenti. Auspichiamo l’apertura di un ampio ed approfondito confronto sulla vertenza, che coinvolga responsabilmente tutte le parti sindacali interessate. A Foggia la qualità dei servizi di assistenza agli anziani bisognosi non può e non deve subire alcun arretramento”. Secondo la Fisascat, si prospetta “un’ulteriore perdita di posti di lavoro, per i quali non sarà garantito il prosieguo delle attività lavorative”. Il servizio espletato da più di dieci anni dai 32 operatori (socio-sanitari, generici, amministrativi e psicologi) terminerà infatti il 30 settembre.
“Da subito, la Fisascat – afferma il segretario generale, Leonardo Piacquaddio – ha lanciato l’allarme per la salvaguardia dei livelli occupazionali, tanto da richiedere, in data 12 agosto, un incontro preliminare con il prefetto, e successivamente, in data 30 agosto, un incontro alla presenza dell’assessore alle politiche sociali e del funzionario del Ministero del lavoro, per tentare di continuare a tenere occupate le 32 unità all’interno dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi). Pur accogliendo le motivazioni che hanno spinto a rendere operativo già da ottobre il servizio Adi, abbiamo rilevato che non doveva essere assolutamente soppresso il Sad e che anzi i due servizi sono complementari”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+