Foggia, Cgil e Filcams di Capitanata denunciano degrado della costa tra Chieuti e Rodi Garganico

Foggia, Cgil e Filcams di Capitanata denunciano degrado della costa tra Chieuti e Rodi Garganico

FOGGIA – Daniele Calamita, segretario provinciale Cgil Foggia, e Alfredo Romagno, della Filcams di Capitanata lamentano lo stato di incuria e degrado della costa da Marina di Chieuti a Rodi Garganico, che sono – come dichiarano entrambi – “aree da valorizzare per lo sviluppo del turismo”.
“Si tratta di 70-80 chilometri di costa – proseguono la Cgil e la Filcams di Capitanata -, situati in un’area unica dal punto di vista ambientale, con boschi e pinete che si alternano a lunghissime spiagge in arenile ed in ciottoli, e dove si potrebbero sviluppare forme di turismo in grado di coniugare le vocazioni naturalistiche, rappresentate dalle aree boscate e dai laghi di Lesina e Varano, e la tradizionale vocazione turistica rappresentata da una costa che se ben valorizzata potrebbe produrre buona occupazione e sviluppo su un area che da anni vive grosse difficoltà. Tutto questo – sottolineano i due sindacati – anche a fronte dei 635 milioni di euro di fondi (tra quelli comunitari, rivenienti dal Patto per la Puglia o dalla voce di spesa per il dissesto idrogeologico) destinati dalla Regione alla nostra provincia, risorse che se ben utilizzate potrebbero produrre intervento di conservazione e valorizzazione del territorio e strumentali a un rilancio di un settore, quello turistico, che deve necessariamente fare un grosso salto di qualità in Capitanata”.

“Una “ricchezza territorio” che non viene pienamente valorizzata: già nel 2015 – ricorda la Cgil – con gli “scioperi al rovescio” abbiamo affrontato la situazione di degrado che vivono alcuni tratti di costa della nostra provincia, iniziativa nella quale sindacalisti e volontari ripulirono da detriti ed immondizia diverse spiagge, fra queste quelle di Zapponeta e San Menaio, un’azione che fu colta favorevolmente da tanti bagnanti che risposero all’iniziativa dando anche loro una mano nelle opere di pulizia”.

“A distanza di due anni non solo le condizioni non sono migliorate ma addirittura peggiorate – dichiarano rammaricati i due sindacati -: spiagge ormai ridotte ad esili lembi, dove la balneazione diventa impossibile, lunghi tratti dove non si trovano cestini, camping in semi abbandono che non hanno i servizi minimi essenziali per il turismo, tutti elementi che non solo non avvicinano i turisti ma che rischiano di allontanare anche chi da anni frequenta queste aree amando coniugare ambiente e mare. Oggi il turismo – concludono la Cgil e la Filcams di Capitanata –  è sempre più esperienziale e necessariamente occorre fare sistema, utilizzando al meglio i fondi strutturali per mettere in sicurezza e qualificare questo tratto costiero, in modo da rendere l’area più attrattiva e meglio fruibile”.

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