Foggia, Coldiretti Puglia propone contro gli incendi una task force di “agricoltori ranger”

Foggia, Coldiretti Puglia propone contro gli incendi una task force di “agricoltori ranger”

FOGGIA – “Il nubifragio che si è abbattuto ieri sull’area a sud della provincia di Foggia, tra Candela e Ascoli Satriano – dice il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – ha prodotto solo un grande disagio, senza alleviare minimamente la sete dei campi e arginare almeno in parte i roghi devastanti. Nonostante la Regione Puglia si sia mossa tempestivamente per approvare la campagna antincendi boschivi, in Puglia sono già andati in fumo, in 1 mese e mezzo, ben 1565 ettari di boschi e pinete, mentre sono sotto costante monitoraggio 14 focolai, dove per anni non potranno più esserci le attività tradizionali del bosco come la raccolta della legna e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono decine di migliaia di appassionati”.

La devastante ondata di incendi, soprattutto sul Gargano e in provincia di Bari e Taranto, mette a rischio le vite umane, l’ambiente, l’economia, il lavoro e il turismo e per contrastarla c’è un’iniziativa di Coldiretti che promuove l’alleanza tra gli agriturismi a marchio Campagna Amica e Federforeste con l’avvio di una task force per il monitoraggio, prevenzione e valorizzazione dei boschi.

“E’ la prima rete nazionale degli agriturismi a tutela dei boschi italiani fondata sull’azione di monitoraggio di “agricoltori ranger” – spiega il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – che sorveglierà il territorio e segnalerà immediatamente alla Protezione Civile regionale eventuali aree di criticità, considerato che la perdurante siccità sta aggravando quotidianamente la situazione in tutta la Puglia. Nei 4 invasi di Occhito, Capacciotti, Capaccio, Osento ieri risultavano 49 milioni di metri cubi d’acqua in meno, rispetto allo stesso giorno dell’anno precedente. A rischio gli investimenti avviati per l’annata agraria di ortaggi e frutta e una diminuzione secca delle giornate lavorative offerte dall’agricoltura, ma anche una decisa contrazione della spesa a monte e a valle del settore primario”.

 

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