Foggia, commercio al dettaglio: è allarme rosso

Confesercenti: “In dieci anni non ci saranno più negozi in Italia”

 

FOGGIA – Nei primi quattro mesi dell’anno per ogni nuova apertura hanno chiuso tre esercizi. Di questo passo in dieci anni non ci saranno più negozi in Italia. E’ allarme rosso per il commercio al dettaglio. I dati diffusi dall’Osservatorio della Confesercenti sono davvero drammatici. La Confederazione punta il dito contro l’Iva. “Si passi dalle parole ai fatti, perché il Paese è a un passo dal baratro: con un aumento  dell’aliquota, i consumi si contrarrebbero ulteriormente e la crisi delle imprese del commercio al  dettaglio si aggraverebbe. E lo scenario terribile di un Paese senza più negozi di vicinato rischia di avverarsi”. Confesercenti parla di “desertificazione delle attività commerciali in Italia. Un fenomeno in continua accelerazione. Complessivamente, su scala nazionale, la distribuzione commerciale ha registrato la chiusura dall’inizio del 2013 di circa 21mila imprese, per un saldo  negativo di 12.750 unità. “Se si dovesse continuare così – stima Confesercenti, alla fine del 2013  avremmo perduto per sempre circa 43mila negozi. Se l’accelerazione delle chiusure dovesse continuare anche nei prossimi mesi perderemo la totalità delle imprese del commercio al dettaglio già nel corso dei prossimi 10 anni. Un’emergenza sociale, economica e occupazionale insieme.
Nei primi quattro mesi del 2013 in Puglia hanno chiuso 1914 negozi, il saldo con quelli aperti (842) è di -1072. In Sicilia il record di chiusure, mentre tra le province, invece, spicca il risultato di Roma: nel primo quadrimestre, la Capitale ha visto chiudere per sempre 790 negozi di vicinato, il 76,5% del totale degli esercizi perduti nel Lazio. Un saldo negativo record, pesantemente influenzato dal boom di cessazioni nella città (1.394).

 

 

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