Foggia, degrado e abbandono a “Borgo la Rocca”

Denuncia di Alfonso Fiore, presidente del movimento “Nuova voce”

 borgolar

FOGGIA –  Il movimento “Nuova voce” alza la voce nei confronti dell’Amministrazione comunale di Foggia e dell’Amiu, società che si occupa di igiene ambientale. Nel mirino della protesta la situazione di degrado e abbandono in cui vivono 23 famiglie a “Borgo la Rocca”. Portavoce della denuncia Alfonso Fiore, presidente del movimento “Nuova voce”. “Si da il caso che queste famiglie, pur vivendo in una borgata, pagano puntualmente sia la Tarsu che l’Imu. Quindi non riusciamo a capire perché siano considerati cittadini di secondo livello”. Il movimento “Nuova voce”, facendosi carico dei diritti delle 23 famiglie di “Borgo la Rocca”, si è adoperato ad informare il responsabile della società Amiu sullo stato dei cassonetti dell’immondizia non conforme alle norme di igiene in quanto privi di chiusura del cassonetto stesso. “La risposta da parte del responsabile del settore – continua Fiore – è stata quella di totale disinteresse in quanto lo stesso responsabile ha dichiarato che al momento non hanno cassonetti nuovi per poterli sostituire”. Oltre a questo problema ne esistono anche altri. “Nella borgata – si legge nella nota – i cittadini sono costretti a partecipare alle funzioni religiose presso un piccolissimo locale, ex supermercato, quando sarebbe più semplice usare la chiesa di Sant’Isidoro in attuale stato di abbandono. Inoltre, i bambini e i ragazzi non hanno luoghi di svago, se non giocare a nascondino tra le villette o tirare due calci ad un pallone, sarebbe molto più consono poter usare l’area dimessa adiacente alla borgata che bonificata potrebbe diventare un parco giochi. Come se non bastasse i residenti sono costretti a vivere con il sistema fognario otturato da anni e senza acquedotto”. “Chiediamo, a nome dell’intera comunità della borgata, – conclude Fiore – alle istituzioni competenti nella fattispecie il Comune di Foggia di intervenire immediatamente per ottemperare almeno per i servizi essenziali”.

 

 

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