Foggia, due arresti per riciclaggio di rame e condanna definitiva

Foggia, due arresti per riciclaggio di rame e condanna definitiva

FOGGIA – Nella giornata dell’8 aprile scorso gli agenti della polfer durante un servizio di controllo in strutture in disuso in via Trinitapoli, spesso utilizzate come dimora da cittadini stranieri, hanno individuato due persone intente a bruciare dei cavi di rame. Entrambi hanno tentato la fuga, uno scavalcando una recinzione posta lungo la linea ferroviaria e riuscendo a dileguarsi, mentre l’altro è stato immediatamente bloccato e arrestato, mentre cercava di scappare a bordo di un’autovetturta.
All’interno del mezzo, una Ford Mondeo di colore grigio, gli uomini della polfer hanno rinvenuto circa 250 chili di rame, tra trecce di alta tensione e barre di rame utlizzate nelle cabine elettriche.
Gli accertamenti eseguiti hanno evidenziato che le barre erano state sottratte dall’interno della struttura Imc della stazione ferroviaria di Foggia, all’interno di una cabina elettrica, mentre le trecce dell’alta tensione, probabilmente erano quelle sottratte precedentemente dalla nuova linea ferroviaria Foggia-Benevento.
Sguainare i cavi di rame, a mezzo del fuoco o di un taglierino, mettendo a nudo il metallo, è un sistema fraudolento per ostacolare il suo riconoscimento, altrimenti riconducibile alle aziende erogatrici di servizi che utilizzano appunto particolari tipi di cavi identificabili per il colore o le sigle impresse sulle guaine stesse.
Infatti, all’interno della struttura sono stati rinvenuti e sequestrati anche gli attrezzi utilizzati dai malfattori per il trancio dei cavi stessi e per lo sguaino.
Esperite le formalità di rito, la Ford Mondeo è stata sottoposta a sequestro, mentre l’arrestato è stato, un cittadino di nazionalità romena A.V.L. di 37 anni è stato associato alla casa circondariale.
Nella serata dello stesso giorno, la polfer in servizio di scorta treno, nella tratta Bari-Foggia, durante un controllo ai viaggiatori, si è imbattuta in S.B., cittadino albanese di 37 anni, che a seguito di un controllo in banca dati è risultato essere colpito da un ordine di carcerazione, dovendo scontare una pena definitiva di tre anni e sei mesi.
Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato associato presso la casa circondariale di Foggia.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

No Banner to display