Foggia, il Teatro “Giordano” riaprirà?

Mongelli: “Se non riapre non mi ricandido sindaco”

 teatrogiordano

FOGGIA – “Se il Teatro Giordano non riapre, non mi ricandido sindaco, perché avverto tutto il peso della responsabilità politica di questa vicenda, ma insieme a me la devono assumere tutti quanti sono coinvolti in questa vicenda”. Così il sindaco Gianni Mongelli durante l’incontro a Palazzo di Città per illustrare le prescrizioni da rispettare e le opere da realizzare per arrivare alla piena agibilità del Teatro comunale “Giordano”. La valutazione del progetto effettuata dai vigili del fuoco “l’ultimo provvedimento tecnico necessario alla conclusione dei lavori”, ha sottolineato il sindaco – prevede una serie di interventi particolarmente sul sistema antincendio, “eseguito in difformità al progetto presentato dalla società appaltatrice dei lavori al Comune e ai vigili del fuoco”, ha specificato l’assessore al Patrimonio Pippo Cavaliere. Le opere aggiuntive costeranno poco meno di 500mila euro e per la loro esecuzione “adotteremo tutte le procedure amministrative brevi previste dalla legge per di concludere i lavori entro i prossimi 4 mesi – ha continuato Cavaliere – partendo dalla realizzazione della cabina elettrica”.
“La superficialità avuta nell’esecuzione e nel controllo dei lavori unita alla conflittualità con l’impresa esecutrice hanno impedito il sereno andamento delle procedure tecniche e amministrative”, ha affermato l’assessore al patrimonio che ha presentato una dettagliata relazione sui problemi incontrati “da quando ho iniziato ad occuparmi di questa vicenda”. Per risolverla “insieme al collega Alfredo Ferrandino, assessore alla Protezione civile, abbiamo svolto il duplice ruolo di amministratori ed ingegneri ed abbiamo chiesto ed ottenuto l’attenzione praticamente di tutti gli ingegneri del comando dei vigili del fuoco, che ringrazio per l’attenzione e la collaborazione offerteci”. “Siamo entrati nella fase tecnica decisiva – ha commentato il sindaco – e tanto agli assessori che ai tecnici comunali chiedo che i 4 mesi siano tali, perché dobbiamo dimostrare che siamo capaci di agire diversamente da chi in passato ha operato con superficialità e incompetenza nella realizzazione della peggiore opera pubblica che io abbia mai visto. L’ultimazione dei lavori – ha concluso Gianni Mongelli – non fermerà il necessario chiarimento delle responsabilità, ad ogni livello, perché noi chiederemo conto a tutti di ciò che è stato fatto e ciò che non è stato fatto”.

 

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