Foggia, la Confesercenti “sprona” la Camera di commercio

Il presidente Simone: «E’ la Macroregione Adriatico-Ionica la svolta per intercettare fondi della Programmazione»

 

 

 

 

 

FOGGIA – La Macroregione Adriatico-Ionica per intercettare fondi della Programmazione. E’ la proposta di Confesercenti Foggia per dare nuova energia alla Capitanata. Programmazione e progetti concreti per uscire dallo stallo in cui versa la sua economia. «E in questa fase pre-elettorale – sostiene Carlo Simone (nella foto), responsabile della Confesercenti provinciale – il presidente della Camera di commercio, Fabio Porreca, non si associ a quelle istituzioni che, inermi, si limitano al mero rivendicazionismo nei confronti di quelle superiori. Porreca ha la potestà di agire, dimostri quindi di essere concreto». L’occasione c’è – ritiene Simone – e proviene dalla strategia Europea e dal ruolo che riveste la Regione Adriatico-Ionica nello sviluppo delle aree interessate e, in particolare, per lo sviluppo e il potenziamento del settore turismo. A tal proposito, la Confesercenti ritiene utile che ogni territorio compreso nella macroregione – e quindi anche la Capitanata – contribuisca alla preparazione, definizione e armonizzazione di una comune strategia di sviluppo in campo economico con particolare attenzione ai settori del turismo, della pesca e dell’ agricoltura. Poiché la Macroregione Adriatico Ionica non ha fondi propri, essendo uno strumento di coordinamento, «va sottolineata e colta – aggiunge il presidente di Confesercenti Foggia – la coincidente approvazione della strategia della Macroregione con i nuovi strumenti di programmazione Fsr, Fse e Feasr 2014-2020: circa 100 miliardi di euro (il 13% in più rispetto a quelli della passata programmazione) che, se ben utilizzati, rappresentano una importante opportunità anche per le imprese e i cittadini della nostra Provincia».
Gli interventi che Confesercenti Foggia ritiene fondamentali per la Provincia di Foggia potrebbero essere: 1. migliorare e ottimizzare tutte le azioni legate all’accessibilità internazionale, nazionale e locale, sia attraverso collegamenti aerei ma anche con una politica di trasporti che privilegi il miglioramento delle linee ferroviarie legate alle tratte nazionali dell’area adriatica di riferimento, oltre che il miglioramento del sistema dei porti; 2. finanziare come prioritarie le infrastrutture o strade digitali, la banda larga e ultralarga:la crescente domanda di connettività delle imprese, dei turisti, dei cittadini ci obbligano a proporre progetti esecutivi alle strutture preposte e tempi sempre più brevi per l’attuazione della prevista copertura dei nostri territori; 3. la formazione professionale continua destinata a essere volano di crescita occupazionale (in particolare giovanile e femminile) creando anche nuove figure di “Promoter Turistici della Destinazione”; 4. incentivare forme di aggregazione attraverso reti snelle poco burocratizzate e a basso costo di gestione, che facciano leva, a seconda dei territori, sulla cultura, il paesaggio, la spiritualità, i negozi storici, l’enogastronomia tipica locale; occorre sostenere i progetti capaci di aggregare gli operatori e di metterli in rete con altri soggetti pubblici e privati; 5. realizzare punti di accoglienza turistica: la peculiarità delle nostre piccole imprese presenti sul territorio li rende a breve-medio termine i primi candidati a offrire una prima rete di informazione e accoglienza diffusa e qualificata grazie all’utilizzo di un sistema informatico dedicato (anche attraverso totem visibili dai turisti)».
«La Camera di Commercio – conclude Simone – ha gli strumenti per stimolare gli operatori e supportare la costituzione di una filiera di promozione dell’immagine coordinata e della strategia di comunicazione della nostra Provincia nell’area Adriatico-Ionica». Insieme alle Associazioni di Categoria, l’Ente camerale costituisca subito un centro di governance del turismo, quale struttura operativa in grado di catalizzare le imprese e le strutture che a vario titolo sono coinvolte nell’andamento del settore turistico; realizzi marchio unico territoriale; incentivi la creazione di una strategia comune di marketing per tutti gli attori dello sviluppo della nostra Provincia; assuma concrete iniziative ed eventi di incoming e press tour; supporti la collaborazione tra Pubblico e Privato; promuova azioni formative per aumentare tra gli operatori privati, ma anche fra quelli pubblici e la cittadinanza, la cultura dell’accoglienza; intercetti sistematicamente i flussi turistici, specie quelli del resto dell’Europa e soprattutto nei periodi di bassa stagione.

 

 

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