Foggia, paura in un bar del centro: ubriaco minaccia titolare

Foggia, paura in un bar del centro: ubriaco minaccia titolare

Foggia – Con la scusa di usare il bagno di un bar in via Trieste, entra nel locale e picchia il titolare. Solo l’intervento degli agenti della Polizia di Stato della Squadra Volanti della locale Questura ha evitato la tragedia. Responsabile della vicenda è il foggiano Wilson Di Chio.

Su richiesta della centrale operativa della Questura, i poliziotti hanno raggiunto il bar caffetteria,  in quanto il proprietario aveva segnalato la presenza di una persona ubriaca che lo stava picchiando. Sul posto gli agenti hanno trovato un uomo, in stato di agitazione, che stava inveendo contro alcune persone chiuse nel bar.

Proprio mentre l’uomo tirava un calcio alla porta-vetro del bar, è stato tempestivamente bloccato dagli uomini in divisa, che hanno cercato invano di riportarlo alla calma. Infatti il Di Chio ha iniziato ad inveire anche contro di loro con insulti, minacce e opponendo più volte resistenza. Per bloccarlo è stato necessario l’intervento di un’altra Volante con la quale si è provveduto a trasportare l’uomo, sprovvisto di documenti, in Questura.

Il proprietario del bar ha riferito che due persone gli avevano chiesto di poter usare il bagno del bar: poco dopo uno si è allontanato mentre l’altro ha cominciato ad urlare. Nel tentativo di prestargli soccorso, è stato aggredito (versione confermata anche da un testimone). Sul posto è intervenuto il personale del 118 per le opportune medicazioni al proprietario del bar.

Anche in Questura il Di Chio ha continuato ad inveire contro gli agenti fino ad avventarsi contro un operatore mordendogli la mano, pertanto è stato necessario chiedere nuovamente l’intervento del personale del 118 che ha ritenuto necessario somministrargli un calmante. L’Agente ferito è stato medicato presso il Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti di Foggia mentre il Di Chio, su disposizione della Procura della Repubblica di Foggia, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa del processo per direttissima.

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