Foggia Pd: si dimette Pezzano

Il consigliere provinciale accusa il suo partito di immobilismo generale

 pezza

FOGGIA – Rino Pezzano lascia il Pd. Clamorosa decisione del consigliere provinciale. In una lunga nota, Pezzano ne ha per tutti e accusa il suo partito di immobilismo generale. “Lascio ogni incarico per il bene della mia città, Cerignola”. Credo in un grande partito riformista e immagino un Pd aperto alla società, che sui territori dialoghi con i movimenti civici e con questi costruisca modelli di buon governo. E’ il Pd di Matteo Renzi, Michele Emiliano, Vincenzo De Luca, Angelo Riccardi, Iaia Calvio: sindaci che hanno saputo costruire una sintonia con le comunità che governano e con la parte più vitale della società hanno messo in cantiere l’elaborazione di un’idea nuova di città e di rappresentanza delle istanze comunitarie. Non è il Pd del gruppo dirigente cerignolano: un partito diventato una ditta individuale”.
Pezzano si sofferma sul Pd cerignolano. “E’ inquietante il documento con cui una parte del gruppo consiliare, quella allineata, ha deciso di estromettere il consigliere comunale Leonardo Paparella: il più suffragato e autonomo tra loro. Chiedo scusa a tutti quanti hanno pagato, politicamente e personalmente, la sintonia politica con me. Mi riferisco a Savino Bonito, Gino Giurato, Tonino Lapollo, Leonardo Paparella e Franco Rosati: vittime della loro autonomia. Il conflitto permanente non è la condizione migliore per offrire il mio contributo al Pd, sempre ammesso che il Pd lo voglia. E l’ho già dimostrato in passato rinunciando al doppio ruolo di consigliere provinciale e comunale, di vice presidente del consiglio provinciale, mentre l’assessore regionale non mollava neanche un bracciolo della sua poltrona a Palazzo di Città, e liberando incarichi nel partito, che altri hanno assegnato con stupefacente e distruttiva rapidità”.
Il saluto di Pezzano al Pd cerignolano. “Se il mio gesto produrrà una reazione positiva per il Pd cerignolano, ne sarò rinfrancato. Altrimenti spenderò ogni energia nell’opera di ricostruzione del centrosinistra cerignolano e di smantellamento di gruppi dirigenti inamovibili da decenni nonostante le sconfitte elettorali e l’incapacità di governare quando ne hanno avuto l’opportunità”.

 

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