Foggia, piano di riordino sanitario: “l’Asl deve incontrare il sindacato”

Foggia, piano di riordino sanitario: “l’Asl deve incontrare il sindacato”

FOGGIA – E’ polemica sulle due richieste di convocazione presentate da Cgil, Cisl e Uil alla direzione generale dell’Asl, alle quali non sarebbe stata data risposta. Il segretario della Cgil di Foggia, Maurizio Carmeno, preannuncia iniziative di mobilitazione e di protesta.
“Sono passati due mesi e mezzo dalla sottoscrizione dell’accordo sul piano di riordino sanitario tra il sindacato e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e ancora nulla è stato fatto per dar seguito agli impegni assunti.” È quanto lamenta il segretario generale della Cgil di Foggia, Maurizio Carmeno.
“L’accordo – spiega il segretario – prevedeva l’attivazione di importanti strumenti di partecipazione e concertazione con le Asl del territorio pugliese, su temi di grande importanza per la salute e la qualità della vita dei cittadini, quali le liste d’attesa, il piano straordinario di assunzioni, la riconversione degli ospedali e i servizi territoriali, ma niente si è mosso.”
“Fin dall’inizio di febbraio, la Cgil ha chiesto, assieme a Cisl e Uil – aggiunge Carmeno – la convocazione di un incontro urgente al direttore generale dell’Asl per discutere dei temi al centro dell’accordo regionale. Di fronte al silenzio dei vertici dell’Asl abbiamo rinnovato la richiesta il 20 febbraio scorso, ma anche in questo caso nessuna risposta è giunta.”
Infine, il segretario generale della Cgil conclude: “L’inerzia dei vertici Asl è inaccettabile, di fronte ad una società e cittadini che sollecitano attenzione e chiedono protezione. I problemi degli anziani, dei disabili non possono più attendere. Ritardare le assunzioni significa non far funzionare i servizi e allungare le liste d’attesa. Se non avremo riscontro alle nostre richieste in brevissimo tempo, ci mobiliteremo e promuoveremo adeguate iniziative di protesta, con il coinvolgimento dei lavoratori e della cittadinanza.”

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+