Foggia, quanti morti e feriti sulle strade cittadine?

I Cicloamici richiedono interventi immediati, appello al Comune

fotocicloamici

FOGGIA – La morte del disabile su via San Severo, travolto da un’auto, riaccende i riflettori sulla pericolosità delle strade di Foggia, soprattutto per pedoni e ciclisti. L’anno scorso i Cicloamici di Foggia installarono una ghost-bike in via Napoli, dove era stato investito a morte il ciclista Leonid, proprio per richiamare automobilisti e istituzioni, rispettivamente, ad atteggiamenti di guida più consapevoli e a provvedimenti in favore della sicurezza dell’utenza “debole” della strada. Le aspettative dei Cicloamici non hanno trovato riscontro. La cronaca parla anche di gravi ferimenti di ciclisti in corso Roma, in piazza Sant’Eligio e in via Pellico.
Le proposte da tempo avanzate dai Cicloamici di Foggia sono le stesse che l’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) ha presentato al Parlamento, affinché siano integrate nel Codice della strada. Le più significative sono: il limite di velocità di 30 Km/h nei centri urbani, il riconoscimento dell’”infortunio in itinere” per chi subisce un incidente mentre raggiunge il luogo di lavoro in bici, l’onere della prova a carico degli automobilisti in caso di incidente con una bici, l’autorizzazione alla circolazione delle biciclette in doppio senso di marcia, la possibilità di percorrere in bici le corsie preferenziali ed infine l’obbligo, da parte dei Comuni, di dotarsi del Piano della mobilità ciclistica.
I Cicloamici Foggia Fiab chiedono al Comune di Foggia di “adottare da subito alcune delle iniziative proposte dall’Anci e dalla Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta). In particolare, quelle più urgenti per promuovere e tutelare la mobilità sostenibile nella nostra città: il limite di 30 Km/h sulle strade urbane, ad esclusione di alcune vie di scorrimento, l’autorizzazione a percorrere in bici le corsie attualmente riservate a bus e taxi ed un rigoroso impegno contro il parcheggio delle automobili in doppia fila o sui marciapiedi”.

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+