Foggia, rapina alle poste: risarcito ex direttore

Direzione condannata dalla Suprema Corte di Cassazione

 

 

FOGGIAOmessa sicurezza del luogo di lavoro sulla prevenzione per le rapine. In virtù di questa carenza la Suprema Corte di Cassazione ha confermato la condanna della società Poste Italiane al risarcimento di un ex drettore di un ufficio postale di Foggia, che aveva subito una rapina quando era in servizio nel 1999.  La vicenda è stata portata alla luce dalla segreteria provinciale della Cisl Slp. “L’ex dipendente, Franco Ernesto Antonio Picaro, che nel corso della rapina era stato anche percosso e per questo l’Inail gli aveva riconosciuto un’invalidità pari all’11%, rammentava da parte della società datoriale, oltre che il danno biologico, anche quello patrimoniale e morale. Ricordiamo che il dito indice era puntato contro soprattutto l’omessa sicurezza del luogo di lavoro sulla prevenzione per la rapine da parte dell’Azienda, sollevata a più riprese da Picaro e da altri colleghi, ma rimasta sempre invano. Per questo motivo l’ex dipendente Pt, dopo l’evento criminoso, si era rivolto al Tribunale di Foggia che però aveva respinto questa tesi, accogliendo invece la memoria difensiva di Poste Italiane che ascriveva ad un evento eccezionale ed imprevedibile la rapina”. Presentato ricorso, a distanza di tre anni, il Tribunale di Bari aveva invece accolto la richiesta di Picaro condannando l’azienda a un risarcimento di 22mila e 500 euro. Infatti, secondo la Corte, anche se un rapina non può mai considerarsi un evento ordinario, Poste Italiane non aveva garantito i criteri per la prevenzione. Ad aggravare il tutto, il ripetersi delle rapine in quell’ufficio (altre due, una con medesima modalità, ossia sfondamento di una vetrata con un fuoristrada,  tanto da far trasferire l’ufficio postale da via Consagro a via Telesforo, infine in via Marinaccio)”. 

 

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