Foggia, i retroscena dell’arresto di Sannella in 46 pagine

Foggia, i retroscena dell’arresto di Sannella in 46 pagine

Foggia – Continuano ad emergere particolari inquietanti, retroscena al veleno e dichiarazioni dopo il terremoto che ha scosso la società del Foggia calcio, e l’intera città, con l’arresto del patron Fedele Sannella. Sono 46 le pagine dell’ordinanza di arresto dove è stato ricostruito tutto il sistema dei pagamenti e i ruoli all’interno del club rossonero. Sannella è stato arrestato “perché – si legge nelle carte del giudice -, in concorso con Massimo e Nicola Curci, in tempi diversi e in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, riceveva da Curci Nicola la somma complessiva di 378.750 euro e la impiegava attraverso la corresponsione di somme in nero agli atleti, allenatori, procuratori e attraverso vari pagamenti funzionali alla gestione della società calcistica, in tal modo ostacolando l’identificazione della provenienza delittuosa del denaro. Inoltre Curci Massimo impiegava nel calcio la ulteriore somma di euro 1.600.000,00 provento dei medesimi reati prima indicati”. La ricostruzione del Gip appare molto dettagliata e fornisce date ed episodi relativi a scambi di denaro: “Il 27 ottobre 2016, Curci Nicola, fratello del Curci Ruggiero Massimo, inviava a quest’ultimo via telefono cellulare alcune fotografie di fogli manoscritti. Tali appunti recavano un elenco di sportivi tesserati con la Foggia Calcio s.r.l., per ciascuno dei quali si indica l’importo di denaro consegnato, con dazione da intendersi avvenuta in contanti, stante l’assenza di ogni evidenza contabile”. Curci Ruggiero Massimo, in sede d’interrogatorio di fronte al Pubblico Ministero in data 16 dicembre 2017, ha riferito che lui stesso corrispondeva denaro in contanti a Fedel Sannella “a seguito delle continue pressioni da parte di costui, il quale affermava di necessitare di tali importi per spese relative al Foggia Calcio, quali gli esborsi conseguenti ai lavori presso lo stadio, il pagamento dei fornitori e la periodica corresponsione degli stipendi ai calciatori”. Insomma una brutta storia che sembra nascondere tanti retroscena al veleno tra i due ex soci, ora entrambi in carcere. Nel pomeriggio è intervenuto il presidente del Foggia calcio, Lucio Fares, che ha affermato: “Mi preme dire di non preoccuparsi perché l’impegno del Foggia Calcio rimane uguale e costante per poter proseguire nel raggiungere gli obiettivi prefissati. La richiesta di commissariamento? Non mi sembra il caso di parlarne ora, ci sarà un’udienza a seguito della quale verrà presa una decisione. Abbiamo la possibilità di presentare delle memorie, vediamo nei prossimi giorni il da farsi”. Intanto, con una nota ufficiale, anche la società rossonera ha ribadito “la propria completa estraneità ai fatti di cui in contestazione” e ha confermato “la propria assoluta fiducia nell’operato della magistratura”, sottolineando “l’insussistenza di qualunque rapporto tra le vicende personali del signor Massimo Curci e quelle del Foggia Calcio avendo affidato prontamente ai propri legali il compito di fornire tutti i necessari chiarimenti a difesa della onorabilità del signor Sannella e di tutti i componenti della Società Foggia Calcio. La proprietà ribadisce altresì il proprio impegno, senza remore, per il raggiungimento degli obiettivi prefissati”. In una Foggia attonita ed incredula per l’accaduto, i tantissimi tifosi auspicano una risoluzione immediata della vicenda e una assoluzione del patron.

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