Foggia, soldi o bombe: insospettabile denunciato per procurato allarme

Tre le telefonate a nome di dieci imprenditori “stanchi e tartassati da una certa politica”

 

FOGGIA – E’ al vaglio della Procura della Repubblica di Foggia la posizione di un impiegato nel mondo della sanità pubblica di circa 50 anni, denunciato a piede  libero per procurato allarme. L’uomo presentatosi con il nome Marco (non è il vero nome dell’indagato), parlando a nome di dieci imprenditori “stanchi e tartassati da una certa politica”, avrebbe minacciato di far esplodere dieci bombe in città se non gli avessero consegnato un milione di euro, entro mezzogiorno. L’episodio risale a ieri. Gli uomini della Digos, della squadra mobile e delle volanti, hanno accertato che le chiamate sono state fatte del centro commerciale “La Mongolfiera”. Ai poliziotti che chiedevano il perché quelle telefonate, l’indagato ha risposto di non saperne nulla.  La prima e la seconda telefonata sarebbero pervenute al comando di Polizia di Foggia rispettivamente dopo le 7 e alle 9. Immediata l’allerta presso la Digos e la squadra mobile provinciale, già pronti a setacciare la città alla ricerca di ordigni e del potenziale bombarolo. L’intercettazione, e l’individuazione del sospetto è scattata alla terza telefonata, intercettata dagli agenti, grazie al fatto di aver trattenuto al telefono l’uomo il tempo necessario per individuare il luogo di partenza della telefonata. Sono bastati pochi istanti perché il sospettato venisse circondato da uomini della Digos e della mobile e venisse condotto in questura per l’interrogatorio di rito. Per la questura di Foggia il caso è chiuso perché ci sono i filmati che lo ritrarrebbero nelle tre cabine pubbliche usate per le telefonate e perché a disposizione della Procura c’è la sua voce registrata al “113”.

 

 

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