Foggia, Sos Impresa difende vittime del racket dopo l’annuncio del questore

Foggia, Sos Impresa difende vittime del racket dopo l’annuncio del questore

FOGGIA – Sos Impresa scende in difesa dei cittadini vittime degli attentati intimidatori degli ultimi mesi. Proprio questi ultimi, secondo il questore di Foggia, sembrerebbero essere anch’essi responsabili dei fatti criminali. «Comprendiamo ma non condividiamo le dichiarazioni del questore di Foggia che, nel tentativo di avere più collaborazione, invece di assicurare ai cittadini un maggiore impegno nel controllo del territorio e nel contrasto alla criminalità, sembrano additare come corresponsabili dei fatti criminali i cittadini che ne sono in realtà vittime», spiega Franco Arcuri, coordinatore dello sportello legalità “SOS Impresa” della Confesercenti Foggia.

«Più di 25 anni fa – aggiunge Arcuri, per lustri investigatore della squadra mobile della questura di Foggia – ci fu un periodo particolarmente critico, a Cerignola dove danneggiamenti con armi da fuoco precedevano richieste estorsive rivolte anche a persone diverse da chi aveva subito l’attentato, sfruttandone l’eco intimidatorio. Ci fu perfino il tentativo di gettare un ordigno all’interno di un negozio pieno di clienti». Un “modus operandi” che verosimilmente si sta ripetendo anche a Foggia e, soprattutto a San Severo, dove gli “avvertimenti” sono all’ordine del giorno. «In quell’occasione – ricorda Arcuri – venne chiesto al mai abbastanza compianto dr Roccantonio d’Amelio, all’epoca Sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, l’arresto di un commerciante che non aveva riferito elementi rilevanti. La risposta fu: “Dobbiamo arrestare quelli che le estorsioni le fanno e non quelli che le subiscono”. Per la cronaca i responsabili vennero individuati, anche se dopo anni, da altra forza di polizia e vennero processati».

Non è condivisibile, secondo Arcuri, nemmeno l’ipotesi che a Foggia vi sia stata una qualche scarsa attenzione da parte della Magistratura e dalle forze di polizia, il cui impegno è stato sempre costante, i risultati ottenuti a partire dagli anni ‘90 se ne ha piena conferma. Certamente i cittadini ed anche i cittadini imprenditori sono molto più collaborativi quando le istituzioni assicurano in maniera visibile il rispetto delle regole. «Nell’aprile 2014 – riprende Arcuri – vi fu una riunione del Comitato provinciale di ordine e sicurezza pubblica sul problema dell’abusivismo commerciale; venne previsto l’intervento della Polizia Municipale alla quale il Questore avrebbe assicurato l’assistenza delle forze di polizia e del Comune che avrebbe dovuto assicurare personale e mezzi per effettuare i sequestri; Confesercenti e Confcommercio, inoltre, interpellati si dichiararono disponibili ad effettuare corsi gratuiti a quanti in difficoltà economiche avessero voluto regolarizzare la loro posizione; interventi sospesi per l’approssimarsi delle elezioni. Successivamente però, invece di intervenire, si è tentato di sanare l’insanabile, stravolgendo leggi e regolamenti; situazione, illegittima per chi la pone in essere e illecita per chi avendone l’obbligo non la contrasta, ancora attuale e di tutta evidenza».

Un impegno che Confesercenti non ha mai fatto venir meno, in difesa dei commercianti e delle piccole imprese ma anche del territorio sempre più attaccato da criminali senza scrupoli. «La nostra struttura non si stancherà mai – ribadisce il presidente provinciale – di invitare tutti i suoi aderenti a denunciare eventuali tentativi di estorsione e a rivolgersi con fiducia alle forze di polizia, assicurando l’assistenza sia legale che amministrativa per il ristoro dei danni eventualmente subiti».

Sos Impresa – Rete per la legalità mette a disposizione, anche dei cittadini che vogliono segnalare in maniera anonima reati e autori, il numero verde nazionale 800 900 767 attivo 24 ore al giorno.

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