Foggia, tumore alla prostata: Ospedali Riuniti eccellenza del Sud

L’equipe del professor Giovanni Carrieri prima nel Meridione a impiantare un nuovo modello di sfintere artificiale per la vescica

 

 giuseppecarrieri

 

FOGGIA – Una vita normale senza prostata: è possibile. Gli Ospedali Riuniti di Foggia rappresentano l’eccellenza del Sud. Presso il nosocomio foggiano opera l’equipe del professor Giovanni Carrieri, la prima nel Meridione a impiantare un nuovo modello di sfintere artificiale per la vescica. “Questa nuova tecnologia è molto promettente – afferma il professor Carrieri (nella foto) – sia per la facilità e rapidità di esecuzione, sia per i risultati clinici ad oggi molto confortanti. In fin dei conti una nuova arma nelle mani dell’urologo per combattere la complicanza dell’intervento di prostatectomia radicale che inficia pesantemente la qualità di vita dei pazienti”. Di tumore alla prostata ormai difficilmente si muore: il 70 per cento dei soggetti colpiti a cinque anni dalla diagnosi è ancora vivo, per una neoplasia che colpisce circa un uomo su 16 in Italia, con circa 23.500 nuovi casi ogni anno (dati Airc).
Ma se di prostata non si muore, spesso le conseguenze sul sistema urinario sono nefaste. Molti sono  i pazienti che dopo l’intervento fanno fatica a mantenere un corretto espletamento delle funzioni urinarie, tanto che in molte occasioni si rende necessario un intervento per l’impianto di uno sfintere artificiale in grado di aprire e chiudere la vescica e permettere così la minzione. Un intervento però molto invasivo e lungo, che prevede l’inserimento all’interno del corpo di tre elementi diversi di cui uno nell’addome, uno nello scroto e uno intorno all’uretra, che necessitano di un periodo di adattamento prolungato.

 

 

 

 

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