Foggia, zona “167”: monito del Comitato di quartiere

Abbattista chiede al consiglio comunale di respingere l’atto che trasforma i diritti di superficie in diritti di proprietà

FOGGIA – “Il consiglio comunale si appresta a votare un atto discutibile che riguarda i residenti delle zone 167 di Foggia. Rimangiandosi, infatti, quanto deliberato nel luglio 2010 con una maggioranza di 20 voti favorevoli, il consiglio comunale si appresta a votare la trasformazione onerosa dei diritti di superficie in diritti di proprietà per i residenti e le cooperative edilizie delle zone sorte alla periferia di Foggia alla fine degli anni Novanta”. E’ quanto afferma il coordinatore del Comitato di quartiere Comparto Biccari, Antonello Abbattista, che spiega “L’atto votato nel 2010, infatti, non prevedeva alcun onere per coloro i quali avessero voluto trasformare il loro diritto di superficie in quello di proprietà. Questo perché i cittadini che avevano acquistato il diritto di superficie nel quinquennio 1995-1999, lo hanno fatto in una fase di progettazione del Piano di zona 167, con il Prg Benevolo vigente, in cui suoli e immobili furono assegnati allo stesso costo sia che fossero ceduti con solo diritto di superficie, sia che fossero ceduti con diritto di proprietà. Per le realizzazioni antecedenti il 1995, in vigenza del Prg Rutelli, i suoli e gli immobili assegnati in solo diritto di superficie erano pagati meno di quelli assegnati con diritto di proprietà. Ragion per cui il consiglio comunale decise nel 2010 che, in questi casi, la trasformazione in diritti di proprietà avvenisse versando all’Amministrazione comunale un’indennità calcolata secondo i parametri fissati dall’art.31, comma 48, della Legge 448/98”.
“Oggi, invece – prosegue Abbattista – si torna inspiegabilmente indietro andando a creare anche delle evidenti disparità tra chi in questi ultimi due anni e più ha scelto liberamente di usufruire gratuitamente del diritto di proprietà e chi, invece, ha deciso al momento di non esercitare questa opzione. Il diritto di superficie è un diritto reale minore rispetto al diritto di proprietà. E’ disciplinato dall’articolo 952 e seguenti del Codice civile e consiste nell’edificare e mantenere una costruzione al di sopra di un suolo di proprietà altrui. Se il diritto di superficie è a tempo determinato, al termie il titolare può essere chiamato dal proprietario del suolo alla corresponsione di un canone. Un problema che sicuramente si porrà tra qualche decennio e che comunque non rappresenta oggi un obbligo, ma che comunque non fuga, al momento, il legittimo sospetto che si tratti di un’altra manovra di questa Amministrazione per creare un teorico attivo in bilancio. Il “fare cassa” sulla pelle dei cittadini rappresenta un episodio certamente non nuovo per i residenti delle zone 167 già funestati negli scorsi anni da richieste di residui di Ici arretrate, in taluni casi pervenute ai cittadini e alle cooperative ben oltre i termini di prescrizione o, ancora oggi, vessati annualmente dalla grottesca richiesta di pagamento di canoni
per i passi carrabili immotivati e non dovuti. E’ auspicabile, dunque, che il prossimo xonsiglio comunale, approfondendo la questione, respinga questa contraddittoria proposta andando oltre la semplicistica logica del votare atti per dovere di fedeltà alla maggioranza che governa Palazzo di Città”.

 

 

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