Manfredonia, ancora un no all’eolico marino dall’amministrazione comunale

Manfredonia, ancora un no all’eolico marino dall’amministrazione comunale

Il dettaglio sulla decisione dell’assessore Innocenza Starace

Manfredonia – L’Amministrazione comunale è estremamente vigile sulla questione che riguarda il nuovo progetto di impianto eolico off-shore proposto, ancora una volta, dalla Trevi. Si è attivata, per giunta, con largo anticipo e prima ancora di ricevere alcuna comunicazione ufficiale che la coinvolga ufficialmente nel procedimento.
E’ questa la reale situazione riguardante l’ultima proposta, in ordine di tempo, avanzata per realizzare un parco eolico marino nel golfo di Manfredonia. E l’assessora all’Ambiente della Città di Manfredonia, Innocenza Starace, lo ha spiegato con buona dovizia nel corso dell’ultima assise comunale dedicata alle interrogazioni e alle interpellanze. Peccato che il messaggio, destinato all’interrogante e alla cittadinanza, non sia stato trasmesso e, anzi, abbia lasciato spazio a elucubrazioni e sospetti degni di una spy story, più che del resoconto oggettivo dei fatti avvenuti.
“Siamo sempre contrari alle installazioni offshore e lo abbiamo ribadito anche nell’occasione dell’ultima proposta avanzata dalla Trevi. In particolare, abbiamo già inviato una nota alla Capitaneria che richiama la necessità di acquisire tutte le autorizzazioni paesaggistiche ed ambientali, prima che possa procedere al rilascio di una eventuale concessione demaniale”, ha riferito la Starace in aula consiliare.
E’ del tutto fuori luogo, quindi, accomunare il primo progetto presentato dalla Trevi (che prevedeva l’installazione di 100 torri eoliche galleggianti, diventate successivamente 65) con l’ultimo, come fatto da qualche organo di stampa. Le mele non si mischiano con le pere, come suol dire il sindaco, anche se vi può essere assonanza tra le due parole, aggiungiamo noi.
Proviamo a fare maggiore chiarezza. L’attuale richiesta per l’eolico nel golfo di Manfredonia è una nuova procedura: un progetto innovativo e differente dal precedente, che prevede 50 torri offshore, realizzate dalla Trevi. Ciò non muta, però, la volontà dell’Amministrazione di opporsi, come è stato annunciato il 9 gennaio scorso e come è stato fatto. L’assessorato all’Ambiente, inoltre, si è attivato anche con la Regione Puglia per chiedere “un’unità di trattamento della costa e non una parcelizzazione della stessa”. Appare, perciò poco professionale utilizzare mezza frase fuori campo, carpita nel corso della diretta streaming dell’ultimo Consiglio comunale, per ipotizzare che l’assessora Starace non avesse conoscenza del documento presentatole in tale occasione. Occorre ricordare che il regolamento non permette di aggiungere altro, dopo che si è risposto all’interrogazione ricevuta e l’affermazione dell’assessora all’Ambiente, “E’ impossibile”, era riferita proprio alla sua impossibilità nel rispondere ad un nuovo argomento, quale era quel documento (risalente al 2012, tra l’altro) posto all’attenzione del Consiglio comunale con scarsa correttezza, perché assolutamente slegato dall’interrogazione formulata.
Riporta la data del 22 marzo 2018 la nuova comunicazione inviata alla Capitaneria di Porto di Manfredonia dall’assessorato all’Ambiente della Città di Manfredonia, forte della sollecitazione e della collaborazione ricevute dalla Commissione Ambiente comunale. Nel documento si invita “a sospendere il procedimento di concessione demaniale per le 50 torri eoliche offshore” in virtù di una serie di motivi: è necessario procedere ad una razionale pianificazione preventiva, rispetto all’assegnazione in concessione di spazi, che sia attenta ai valori paesaggistici e ambientali, come stabilito nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 gennaio scorso che applica il D. Lgs. 201/2016; il Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) certifica che la produzione regionale di energia è sovrabbondante rispetto ai consumi regionali (quasi il doppio) e che l’eolico pugliese rappresenta il 25% di quello nazionale, con ben 1496 torri eoliche presenti in Puglia rispetto al totale di 6484 torri eoliche in tutta Italia; il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale pugliese (PPTR) stabilisce che “non sarà consentita la localizzazione di impianti nell’ambito di coni visuali dei paesaggi costieri di particolare valore”; vi sono fenomeni erosivi nel golfo di Manfredonia e ’installazione di queste torri eoliche sui fondali può incidere negativamente su questi fenomeni; con la realizzazione del progetto di parco eolico, verrebbero sottratti ben 110 chilometri quadrati di pesca alla marineria locale, creando ulteriori danni economici non compensati da posti di lavoro e andrebbe in conflitto con il settore turistico balneare; l’intervento si pone in aree prospicienti zone SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone di Protezione Speciale), con effetti potenzialmente lesivi degli habitat e delle specie tutelate che non sono stati valutati in maniera opportuna e sufficiente; l’intervento si pone in aree segnalate con tracce archeologiche, anche subacquee.
“Assicuriamo alla città, quindi, che continueremo a manifestare la contrarietà della nostra comunità in tutte le sedi. Per questo, abbiamo già stabilito contatti con il sindaco di Barletta, che aveva già condiviso la precedente iniziativa che avevamo preso e portato positivamente in porto, per organizzare un tavolo dei sindaci e sottoscrivere un nuovo documento di opposizione al progetto”, conclude l’assessora all’Ambiente della Città di Manfredonia, Innocenza Starace.
La prima richiesta per il progetto di eolico nel nostro golfo, invece, non esiste più, visto che fu rigettata dal Consiglio dei Ministri, il 14 febbraio 2014, grazie all’iniziativa intrapresa dal sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, attraverso un documento unitario che coinvolse una ventina di Comuni al fine di “preservare la sostenibilità economica, sociale e ambientale dei territori interessati dai relativi progetti e, al contempo, contribuire a proteggere l’ecosistema marino, a conservare le risorse naturali, la vocazione turistica del territorio e la crescita economica delle comunità locali che traggono dal mare vitali quote di reddito”. Il sindaco stesso ne riferì nel Consiglio comunale del 20 febbraio 2014 e spiegò anche le ragioni per le quali il Comune di Manfredonia aveva dovuto fornire il proprio parere favorevole, nella conferenza di servizi svoltasi presso la Regione Puglia: “Il nostro Comune è stato convocato – spiegò il primo cittadino – esclusivamente perché nell’area di Manfredonia risiede una struttura strategica, che è la sottostazione Terna. In quell’occasione, abbiamo espresso parere favorevole, condizionato al ristoro e alla compensazione ambientale, perché tale parere non vincolante è riferito soltanto alla sottostazione a terra e non vi era alcun fondamento normativo e legislativo per cui dovessimo negarlo. Non abbiamo titolo, invece, ad esprimerci sul parco eolico a mare”.