Manfredonia, un convegno per il rilancio della pesca

Manfredonia, un convegno per il rilancio della pesca
MANFREDONIA – Il segretario della Uila Foggia Antonio Castriotta commenta soddisfatto il convegno svoltosi sabato 4 marzo a palazzo dei Celestini: “Oltre cento persone, tra pescatori e ospiti, per la prima volta a Manfredonia a discutere di pesca e delle prospettive di sviluppo che il nuovo Feamp, con oltre 90 milioni di euro, mette a disposizione nella nostra regione. Credo sia questo il risultato più importante della nostra iniziativa. Il nostro impegno non finisce qui, a breve apriremo una sede Uil a Manfredonia per accogliere lavoratori e pensionati, riservando particolare attenzione ai pescatori”. Sono intervenuti, tra gli altri, gli onorevoli Colomba Mongiello e Michele Bordo, l’assessore comunale alle politiche sociali di Manfredonia Antonietta Varrecchia, il segretario generale Uil Foggia Gianni Ricci, il segretario Uilapesca Puglia Franco Losito.
Scopo dell’iniziativa illustrare le opportunità che l’Unione europea offre per lo sviluppo della pesca e, allo stesso tempo, mettere in campo la volontà, la competenza e la passione della Uila per costruire la progettualità e la cooperazione necessaria affinché le risorse offerte dal Feamp vengano usate al meglio.. Ne è risultato un dibattito molto vivo e a tratti acceso, moderato dal segretario regionale della Uila Pietro Buongiorno, nel corso del quale sono intervenuti diversi pescatori che hanno riproposto motivi di preoccupazione e di protesta rispetto alla legge 154 e alla situazione di crisi generale del settore.
A tutti ha risposto, a conclusione dell’incontro, Enrica Mammucari, segretaria generale della Uila Pesca: “Per troppi anni i pescatori non sono mai stati protagonisti nei processi di sviluppo del paese. Le proteste di questi giorni testimoniano un malessere che viene da lontano di chi non vuole un Farwest senza regole ma chiede che ci sia un rapporto equo tra violazione e sanzione a salvaguardia di un mestiere che rischia di scomparire. Oggi c’è un’attenzione maggiore al settore, dobbiamo fare un salto di qualità culturale verso una pesca responsabile che metta insieme tutela della risorsa, anche attraverso le innovazioni, con la difesa della sostenibilità economica e sociale del comparto. Nel Feamp ci sono tutti gli strumenti, a partire da quelli previsti per i Piani di gestione locale, la nascita di Op, i consorzi: è importante che siano i pescatori ad autoregolare lo sforzo di pesca con periodi di fermo coerenti con le specificità locali e, insieme, ricercare il valore del prodotto sul mercato, promuovendo campagne di sensibilizzazione dei consumatori.
Ma per tutelare davvero la pesca e rendere questa attività appetibile anche per i giovani è necessario dotare il settore di un ammortizzatore sociale strutturato, a copertura dei periodi di non lavoro. Grazie alla nostra azione è stata rifinanziata la cassa integrazione in deroga per il 2016 e istituito il Fospe, uno strumento positivo, la cui dotazione finanziaria di un milione di euro è però ancora insufficiente a garantire lo start up. Restano ancora aperti i temi legati al riconoscimento della pesca quale attività usurante, nonostante sia per l’organizzazione internazionale del lavoro la più pericolosa al mondo.
La battaglia deve continuare, tutti insieme, con spirito costruttivo, assumendoci la responsabilità di contribuire al rilancio del settore, puntando su una pesca, non solo responsabile ma anche intelligente”.
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+