Margherita, operazione “White beach”: i nomi degli arrestati

Sgominata dai carabinieri un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti

 

 

MARGHERITA  DI SAVOIADetenzione e spaccio di sostanze stupefacenti nonché una rapina aggravata, detenzione e porto illegale di armi da sparo, falso e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono i reati contestati nei confronti delle 41 persone arrestate dai carabinieri del comando provinciale di Foggia nell’operazione “White beach”. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Foggia, su richiesta della locale Procura della Repubblica. In carcere sono finiti Sebastiano Bizzoca, 26enne, Michele Caputo, 36enne, Michele Citoli, 24enne, Lucia D’angeloantonio, 52enne, Michelangelo Dassisti, 33enne, Giuseppe De Cristofaro, 30enne, Giuseppe Di Pace, 29enne, Francesco Giandolfi, 26enne, Pio Pasquale Granato, 26enne, Nicola Izzi, 42enne, Denis Kurtaj, 28enne, Ivan Larovere, 21enne, Carmine Perrucci, 32enne, Massimo Riontino, 31enne, Matteo Russo, 24enne, Paolo Strafezza, 38enne, Cosimo Damiano Valentino, 47enne, Rodolfo Valentino, 36enne. Ai domiciliari sono finiti Ali Basha, 40enne, Gianluca Biccari, 28enne, Antonio Citoli, 26enne, Cosimo Damiano Di Pace, 55enne, Giuseppe Di Trani, 37enne, Luigi Iurilli. 23enne, Michele Iurilli, 27enne, Arnis Kurtaj, 23enne, Gisueppe Lanotte, 32enne, Giuseppe Marrano, 30enne, Giuseppe Mastrapasqua, 31enne, Floriana Muruanni, 26enne, Cosimo Porcelli, 27enne, Carminantonio Seccia, 23enne, Giuseppe Seccia, 24enne, Berardino Spina, 26enne. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per sei persone. 
Le indagini dei carabinieri, dirette dalla Procura della Repubblica di Foggia, si sono basate su complesse attività tecniche oltre che su numerosi servizi di riscontro. Allarmanti i bilanci dell’inchiesta che ha avuto come epicentro le città di Margherita di Savoia e Cerignola: oltre 1300 sono stati gli episodi totali di spaccio accertati dagli investigatori, nonché il coinvolgimento di giovanissimi nella gestione dello smercio di stupefacenti “da strada”, per un giro di affari stimato intorno ai 150nila euro.  L’attività investigativa ha preso avvio dal sequestro di una dose di cocaina eseguito dai carabinieri nei confronti di due persone che poco prima del controllo erano state viste uscire dall’abitazione di Lucia D’Angelantonio, sita nel rione “Isola Verde”. Dato di estremo interesse è quello costituito dall’uso, per così dire, in comproprietà di talune utenze telefoniche: “utenze di servizio” destinate all’attività delittuosa. Sofisticato il sistema di comunicazione tra gli indagati. Quasi tutti utilizzavano pressoché costantemente un linguaggio che cercasse di mantenere nascoste l’identità delle persone che dialogavano e l’oggetto reale delle conversazioni attraverso un vero e proprio codice convenzionale così come talune espressioni gergali, che gli interlocutori utilizzavano per far intendere a chi ascoltava quale fosse l’oggetto delle richieste rivoltegli. Per indicare lo stupefacente, si spaziava in vari campi: “motorino”, “caffè”, “motore grande”, “macchina”; “persone”; “cipolline” (termini che stanno ad indicare le dosi di cocaina confezionate per lo spaccio da strada); “bianca”; ”gialla” (termini utilizzati, secondo il colore assunto dalla cocaina, per distinguere la naturale da quella sintetica c.d. “chimica”); “lenta” (termine che sta ad indicare la droga di scarsa qualità che provoca un effetto psicotropo ritardato); “fumo”; “cannetta” (termini che stanno ad indicare rispettivamente hashish e marijuana). che denotano chiaramente l’intento degli interlocutore di non chiamare l’oggetto della conversazione con il suo nome reale.
Le attività di spaccio poste in essere dagli indagati presentano caratteristiche simili che presuppongono un comune metodo operativo che era conosciuto anche dagli acquirenti, i quali adeguavano le proprie condotte e gli strumenti di comunicazione a tale metodo. Nel corso delle indagini sono state arrestate in flagranza di reato 4 persone, mentre 73 sono state quelle complessivamente denunciate (di cui 41 colpite dal provvedimento). Un indagato destinatario del provvedimento restrittivo, sfuggito alla cattura, è attivamente ricercato.

 

 

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