Monte Sant’Angelo, il Wwf chiede ad Emiliano una personalità forte per il Parco Gargano

Monte Sant’Angelo, il Wwf chiede ad Emiliano una personalità forte per il Parco Gargano

MONTE SANT’ANGELO – Il Wwf lancia un appello al presidente Emiliano perché si apra un tavolo di discussione nel quale vengano analizzate le vere esigenze del Parco Nazionale del Gargano e realizzato un bilancio di quanto avvenuto sino a questo momento.
Già a gennaio scorso dodici associazioni ambientaliste – fa notare Nicolo Carnimeo, delegato regionale Wwf -, con il documento “Una rinnovata visione per il Parco Nazionale del Gargano”, avevano messo in luce le carenze e le problematiche che si trascinano da anni: dai centri visita chiusi o affidati esclusivamente alla buona volontà di qualche associazione, ai sentieri escursionistici abbandonati e senza segnaletica; dall’abusivismo edilizio dilagante, ai furti di legname nei boschi demaniali; dal bracconaggio, alla mancanza di organici progetti di conservazione e valorizzazione delle risorse naturali”.
Poi Carnimeo prosegue evidenziando il legame tra mafia garganica e le questioni ambientali: “I primi risultati dell’imponente operazione di polizia avviata all’indomani dei gravi fatti di sangue che hanno portato il Gargano alla ribalta delle cronache nazionali, mostrano come il controllo del territorio da parte della mafia garganica, elemento fondante della propria forza intimidatoria, incrocia direttamente le questioni ambientali. Il controllo della costa, anche con lidi, parcheggi e strutture abusivi, serve per favorire i traffici di stupefacenti con l’altra sponda dell’Adriatico; il controllo delle aree interne, con il pascolo abusivo e l’illegittima recinzione dei terreni, per nascondere armi, droga e latitanti”.
In questo quadro – sottolinea Nicolò Carnimeo – il nuovo presidente del Parco dovrebbe avere il preciso mandato e la forza di far approvare rapidamente gli strumenti di pianificazione, fermi da troppi anni nei cassetti dell’Ente anche per il perdurante ostruzionismo di alcuni sindaci garganici, e di reprimere con la necessaria fermezza gli abusi perpetrati all’interno dell’area protetta che gli stessi sindaci non hanno la forza o la volontà di contrastare”.
Se queste sono le premesse – conclude Carnimeo -, la scelta per il Gargano non può che cadere su una personalità forte capace di rilanciare il parco, tenere testa alle pressioni criminali e tutelare una delle aree più straordinarie della nostra regione”.

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