Osimo, banda foggiana rubava merce e la rivendeva nel Gargano: sei arresti

Osimo, banda foggiana rubava merce e la rivendeva nel Gargano: sei arresti

OSIMO – I carabinieri, dopo un’articolata attività di indagine, sono riusciti ad incastrare, arrestare e sgominare il sodalizio foggiano costituito da dieci pericolosissimi pregiudicati, risultati vicini alla criminalità foggiana, con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, con molteplici servizi di monitoraggio della banda attraverso osservazioni, controlli e pedinamenti.
L’indagine denominata “Gargano” nasce verso la fine del mese di ottobre 2016, quando i carabinieri, dopo alcuni furti di rame avvenuti in località San Biagio di Osimo e Osimo Stazione, avviavano un’attività finalizzata ad identificare un sodalizio criminale proveniente dalla provincia di Foggia dedito alla perpetrazione di delitti seriali contro il patrimonio e nello specifico in danno di aziende e depositi commerciali. Gli imprenditori venivano materialmente privati di tutta la merce destinata al mercato lecito e talvolta anche di automezzi e strumentazioni,  tanto da non poter svolgere la loro attività lavorativa.
Le indagine condotte avevano permesso di accertare che tutti gli indagati sono risultati essere originari dello stesso contesto geografico, segnatamente della città di Foggia, svolgendo attività legate al mondo dell’autotrasporto. Peraltro, è stato appurato che aluni degli indagati addirittura vantano legami di parentela e affinità, tutti con collegamenti evidenti con la criminalità organizzata pugliese del foggiano.
Gli arrestati, sono stati tutti sottoposti ad indagini per essersi associati fra loro allo scopo di commettere un numero indeterminato di delitti contro il patrimonio, in particolare furti di ingente merce di qualsiasi genere (abbigliamento, stufe, scarpe, materiale elettrico, rame, veicoli, sigarette) in danno di società industriali e capannoni, nonché la ricettazione della stessa.
I precedenti specifici vantati da quasi tutti i componenti del gruppo lasciano intendere che essi traevano i mezzi del loro sostentamento dalla commissione di furti di una grande quantità di merce: questo perché veniva facilmente riciclata nella provincia foggiana (San Severo, Lucera e Foggia) sul mercato nero vendendola “a stock”. Basta pensare che per tutti i delitti in esame è stato riscontrato un danno economico complessivo di oltre un milione e mezzo di euro.
Al termine delle complesse indagini, i carabinieri di Osimo richiedevano ed ottenevano, dalla competente Procura della Repubblica, l’applicazione della misura custodia cautelare in carcere a carico dei sei principali indagati, tutte eseguite contemporaneamente nei comuni di Foggia, San Severo, Castelnuovo della Daunia e Recanati, e che seguono gli arresti del 13 gennaio 2017, mentre a carico degli altri quattro quella degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.
Gli arrestati sono: Di Canio Gaetano (1969), nato e residente a Foggia, sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico; Sarrocco Pasquale (1991), nato a Foggia, residente a Castelnuovo della Daunia, sottoposto all’obbligo di dimora nel territorio del comune di Castelnuovo della Daunia con divieto di uscire di casa dalle 22 alle 7 di ogni giorno; La Gatta Giorgio (1985), nato e residente a Foggia, sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico; Console Giuseppe (1955), nato a Foggia,  residente Loreto, ritenuto il “capozona” della ValMusone e Riviera del Conero, sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico; Di Rienzo Antonio (1959), nato e residente a Foggia,  già detenuto in carcere a Montacuto; Luminoso Mario Antonio (1975), nato e residente a San Severo, sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Costui era sfuggito all’arresto del 13 gennaio scorso, ma successivamente identificato, raggiunto e arrestato presso la propria abitazione il 23 febbraio 2017 e tradotto nel carcere di Foggia dove permaneva fino allo scorso 21 marzo, per poi ottenere gli arresti domiciliari.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

No Banner to display