Regione Puglia, nuova ordinanza per rilanciare il turismo

Regione Puglia, nuova ordinanza per rilanciare il turismo

BARI – Una nuova ordinanza balneare renderà più accessibili e sicure le spiagge pugliesi aperte tutto l’anno e sarà più esplicita nel prevedere che anche il bagno si può fare per 365 giorni, confermando che negli stabilimenti devono esserci i bagnini oppure la chiara avvertenza che non ci sono servizi di salvataggio. “Stiamo dentro la strategia della Puglia regione turistica, che ha imparato a fare turismo per tutte e quattro le stagioni, che garantisce l’assoluta accessibilità del suo mare e che investe tutto in fiducia e sicurezza”, ha spiegato l’assessore regionale al Bilancio e al Demanio e Patrimonio, Raffaele Piemontese, al termine dell’incontro con le associazioni degli imprenditori balneari e altri enti e associazioni interessati all’ordinanza balneare 2016.
“Avevamo l’esigenza di innovare la normativa principalmente per incrementare gli standard di sicurezza sulle nostre spiagge – ha aggiunto Piemontese – e abbiamo voluto misurare l’impatto delle nuove previsioni con i protagonisti di uno dei settori trainanti dell’economia pugliese, alle prese con una fase di trasformazione molto difficile”. Il riferimento dell’assessore è ai tre elementi nuovi che caratterizzano l’ordinanza balneare 2016: sanzioni più severe per chi butta mozziconi di sigarette sugli arenili, estendendo la normativa in vigore dallo scorso 2 febbraio nelle città; diffusione capillare lungo le coste pugliesi del numero verde a cui chiunque può segnalare possibili reati contro il mare e il demanio marittimo; promuovere già da quest’anno la presenza dei defibrillatori semiautomatici e di personale formato al corretto utilizzo, che diverrà obbligo di legge a partire dal 2017.
La cornice in cui si situano vecchie e nuove previsioni è quella di una maggiore chiarezza sul tema della balneabilità. Per i circa 1.500 imprenditori balneari resta la facoltà di aprire lo stabilimento e consentire il bagno a mare per tutto l’anno ma, se scelgono di farlo, devono garantire la presenza dei servizi di salvamento oppure esporre chiaramente i cartelli sull’assenza del servizio.

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