Roma, legge Gozzini: sospendere le procedure di sfratto

E’ la richiesta avanzata dal deputato Bordo (Pd) al ministro Alfano

 michelbordo

ROMA – “Il ministro dell’interno sospenda le procedure di sfratto avviate nei confronti degli assegnatari di case ex Legge Gozzini per evitare un intervento sbagliato ed iniquo a carico di quanti garantiscono la sicurezza dei cittadini”. E’ la richiesta avanzata al ministro Alfano da Michele Bordo, deputato Pd e presidente della Commissione politiche europee della Camera, nell’interrogazione con cui solleva il caso della gestione degli alloggi “assegnati dall’Istituto autonomo case popolari ai dipendenti del comparto Sicurezza-Difesa e del corpo dei vigili del fuoco sulla base della legge 12.07.1991 n.203 (cosiddetta Gozzini)”. “La normativa prevedeva l’attuazione di un programma straordinario di edilizia residenziale per costruire case da concedere in godimento ai dipendenti delle Amministrazioni dello Stato impegnati nella lotta alla criminalità organizzata, con priorità per coloro che vengono trasferiti per esigenze di servizio – scrive Bordo – Il diritto all’immobile viene meno in caso di pensionamento, decesso o inidoneità alla prosecuzione del servizio, anche a causa di conflitti a fuoco o di incidenti di servizio, da parte degli assegnatari”.“Quest’ultima previsione normativa – continua il presidente della Commissione Politiche UE – è sbagliata e iniqua perché colpisce anche chi ha perso la vita o ha subito un grave pregiudizio psico-fisico servendo lo Stato e difendendo i cittadini dalla criminalità”. “Con l’interrogazione parlamentare – conclude Bordo – ho chiesto al Governo di adottare un provvedimento di sospensione delle procedure di escomio in atto e di rivedere la normativa vigente al fine di garantire il mantenimento del diritto all’assegnazione dell’immobile, secondo quanto previsto dalla Legge Gozzini, in favore dell’assegnatario che cessi dal servizio per raggiunti limiti di età o per inabilità fisica al lavoro per cause di servizio e in favore di coniugi o figli degli assegnatari deceduti per cause di servizio, purché i soggetti interessati siano in possesso dei requisiti previsti per l’assegnazione di un alloggio popolare”.

 

 

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