San Giovanni R.do, sfruttava i propri connazionali: arrestato liberiano

San Giovanni R.do, sfruttava i propri connazionali: arrestato liberiano

San Giovanni R.do – I carabinieri della Stazione di San Marco in Lamis, unitamente a personale dello Spesal Asl Foggia, a seguito di un lungo e predisposto servizio di osservazione controllo e pedinamento protrattosi per oltre dieci giorni nelle campagne del tavoliere al confine con i territori garganici, allo scopo di bloccare il dilagante fenomeno del caporalato, hanno arrestato, in flagranza di reato, Suleman Tare (36enne Liberiano), domiciliato all’interno del “Ghetto di Rignano”, ritenuto responsabile di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, nonché di ricettazione.

I carabinieri intercettavano un furgone fatiscente, privo di copertura assicurativa e con telaio punzonato, utilizzato quotidianamente per il trasporto di sette lavoratori extra-comunitari tutti di origine africana. L’ispezione del mezzo, bloccato al termine di un lungo pedinamento terminato in fondo agricolo sito in San Giovanni Rotondo “Contrada Quattrocarri”, consentiva di accertare quanto detto e di interagire con i cittadini stranieri, la maggior parte sprovvisti di regolare contratto di lavoro, vittime di tale condotta inumana, i quali erano impegnati nella raccolta delle olive. Dagli accertamenti effettuati appariva chiaro come l’arrestato avesse soggiogato gli altri lavoratori (dei quali si accertava l’assoluto stato di bisogno dovuto al fatto che gli stessi vivono all’interno del “Ghetto di Rignano” in baracche prive di fornitura di acqua luce e gas, nonché di servizi igienici), i quali ricevevano il salario, non conforme ai contratti collettivi nazionali, dal caporale e non dal datore di lavoro; inoltre, erano costretti a dover fornire una percentuale giornaliera, sottratta direttamente da Tare, per pagare il trasporto.
Gli stessi erano poi obbligati ad arrivare sul luogo di lavoro obbligatoriamente con il mezzo guidato da quest’ultimo, che è stato sottoposto a sequestro penale.
Al termine degli accertamenti, al datore di lavoro venivano comminate sanzioni pecuniarie in materia di sicurezza sul lavoro per un totale di circa 15.000 euro. Lo stesso è stato deferito in Stato di libertà per il reato di “Favoreggiamento Personale”.

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