San Nicandro, blitz “Remake”: arrivano le condanne definitive

L’operazione risale al 2009, otto arresti dei carabinieri

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SAN NICANDRO G.  –  Nove ordini di carcerazione, ma una persona è irreperibile. E’ quanto eseguito dai carabinieri dopo la sentenza di condanna nell’ambito del  blitz “Reamake”, risalente al 2009: i carabinieri della compagnia arrestarono14 persone. L’accusa per tutti era quella di associazione a delinquere ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti. Gli investigatori dell’Arma, dopo lunghe indagini, appostamenti ed intercettazioni (nel corso delle quali emerse anche un caso di pedofilia di un nonno che abusava della nipotina) risalirono al gruppo criminale i cui componenti erano dediti, in concorso tra loro e individualmente, allo smercio di rilevanti quantitativi di cocaina e hashish, acquistate nel cerignolano e destinate al mercato del Nord-Gargano: oltre 27 i chili di hashish sequestrati e 100 grammi di cocaina. Tra gli arrestati, la maggior parte dei quali sannicandresi, emerse con il ruolo di capo e promotore Gennaro Giovanditto, già coinvolto nel maxiprocesso alla mafia garganica e condannato in primo grado per un duplice omicidio e per affiliazione al clan mafioso dei “Montanari”. Nell’occasione, tra gli altri, vennero individuati e arrestati, quali suoi fidati collaboratori, i sannicandresi Michele Scanzano, 46enne, detto “tarzanétt'”, Giorgio Monteleone, 66enne, Onofrio Palazzo, 49enne, Michelangelo Protino, 34enne, Luigi Scanzano, 40enne, Michelangelo Protino, 40enne, i fratelli Filippo Vincenzo Galullo, 30enne e Pasquale Galullo, 39enne, di Apricena, i cerignolani Michele Antoniciello, 31enne e Raffaele Tomasicchio, 36enne e il sanseverese Rocco Mazzeo, 39 anni, detto “papera d’oro”.
Oggi sono intervenute a loro carico le sentenze di condanna alle quali i carabinieri hanno dato esecuzione per tutti, tranne che per Pasquale Galullo, risultato irreperibile. Antoniciello, ritenuto colpevole di detenzione ai fini di spaccio in concorso di sostanze stupefacenti aggravata dall’ingente quantitativo, già detenuto presso il carcere di Foggia, dovrà scontare in detto istituto la pena di anni 6 e mesi 8 di reclusione, oltre al pagamento della multa di 26mila euro; Monteleone, ritenuto colpevole di atti sessuali aggravati con minorenne, già detenuto presso il carcere di Lucera, dovrà scontare la pena di anni 5 e mesi 4 di reclusione; Filippo Vincenzo Galullo, ritenuto colpevole di detenzione ai fini di spaccio in concorso di sostanze stupefacenti aggravata dall’ingente quantitativo, è stato tradotto presso il carcere di Lucera, dove dovrà scontare la pena di anni 6, mesi 8 e giorni 3 di reclusione, oltre al pagamento della multa di 40mila euro; Pasquale Galullo, ritenuto colpevole di detenzione ai fini di spaccio in concorso di sostanze stupefacenti aggravata dall’ingente quantitativo, e’ stato tradotto presso il carcere di Lucera, dove dovrà scontare la pena di anni 4, mesi 3 e giorni 3 di reclusione, oltre al pagamento della multa di 30mila euro; Rocco Mazzeo, ritenuto colpevole di detenzione ai fini di spaccio in concorso di sostanze stupefacenti aggravata dall’ingente quantitativo, già agli arresti domiciliari, dovrà scontare presso la propria abitazione la pena di anni 8 di reclusione, oltre al pagamento della multa di 26mila euro; Onofrio Alessandro Palazzo, ritenuto colpevole di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, già agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, è stato tradotto presso il carcere di Lucera, dove dovrà scontare la pena di anni 10 e mesi 8 di reclusione; Luigi Scanzano,  ritenuto colpevole di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, già agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, è stato tradotto presso il carcere di Lucera, dove dovrà scontare la pena di anni 8 e mesi 4 di reclusione; Michele Scanzano,  ritenuto colpevole di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, già agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, è stato tradotto presso il carcere di Lucera, dove dovrà scontare la pena di anni 12, mesi 9 e giorni 26 di reclusione; Tomasicchio, ritenuto colpevole di detenzione ai fini di spaccio in concorso di sostanze stupefacenti aggravata dall’ingente quantitativo, già agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, è stato tradotto presso il carcere di Foggia, dove dovrà scontare la pena di anni 10 e mesi 3 e giorni 7 di reclusione. Condanna infine ad anni 1, mesi 2 e giorni 13 di reclusione per detenzione ai fini di spaccio in concorso di sostanze stupefacenti anche per il sannicandrese Michelangelo Protino, che però fruirà della sospensione condizionale della pena alla luce della minor gravità dei fatti a lui contestati.

 

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