San Severo, l’opposizione chiede le dimissioni di sindaco e maggioranza

Il nuovo affondo dopo l’ultimo consiglio comunale subito concluso per mancanza del numero legale

SAN SEVERO – “Il sindaco Savino e la sua attuale maggioranza debbano delle scuse a tutta la cittadinanza e che l’unico modo dignitoso per farlo sia quello di rimettere il proprio mandato”. Così i gruppi consiliari di opposizione commentano quanto accaduto durante l’ultimo consiglio comunale avviato e subito concluso per mancanza di numero legale dalla stessa coalizione che gestisce il governo cittadino. “Si è avuta l’ennesima dimostrazione – si legge nella nota dei gruppi consiliari di opposizione – di una maggioranza allo sbando che, ormai, fatica anche a rispettare i propri impegni istituzionali minimi. Dopo mesi di mancato coinvolgimento del consiglio comunale era prevista la convocazione in prima convocazione del consiglio stesso, ma alcuni consiglieri di maggioranza, dopo aver garantito il raggiungimento del numero legale certificato dal segretario generale, hanno deciso improvvisamente di abbandonare il consesso cittadino, con immediata richiesta da parte del capogruppo del Pdl, Fernando Ciliberti, di verificare il numero legale che il segretario comunale ha constatato non essere più presente in aula. In buona sostanza prima hanno consentito l’avvio dei lavori per poi immediatamente allontanarsi dal consiglio ed impedire il regolare svolgimento dell’assemblea”.
Dall’opposizione incalzano.
Tale comportamento ha vanificato la possibilità di discutere importanti argomenti propedeutici all’approvazione del bilancio, una mozione sull’utilizzo dei locali del Tribunale e la surroga del consigliere Michele Irmici al posto del dimissionario consigliere Giuseppe Altieri. Riteniamo che questo gravissimo episodio – oltre a rappresentare un pericoloso precedente rispetto alla strumentalizzazione del Consiglio Comunale per diatribe interne alla maggioranza – rappresenti un increscioso esempio di democrazia violata per aver impedito il sereno confronto su temi, peraltro, delicatissimi”. 

 

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