San Severo, vertenza rifiuti: sospeso sit-in di protesta e indetto tavolo di concertazione

San Severo, vertenza rifiuti: sospeso sit-in di protesta e indetto tavolo di concertazione

SAN SEVERO – Sospeso il sit-in di protesta indetto martedì mattina dalle sigle sindacali della provincia di Foggia, Ugl Igiene Ambientale e Cgil Funzione pubblica, in rappresentanza dei 28 dipendenti precari a rischio licenziamento in forza, attualmente e fino al prossimo 31 gennaio 2017, presso la Ditta Navita s.r.l di Modugno. Le ragioni della protesta ruotano intorno al perdurare dello stato di incertezza occupazionale, all’indomani della perdita di diritto sull’appalto da parte della ditta Ati – Teknoservice Srl, e di una ulteriore proroga tecnica di tre mesi predisposta dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Francesco Miglio. A distanza di poche ore, intorno alle ore 11.30 circa, una delegazione di lavoratori, insieme ai rispettivi segretari provinciali delle parti sociali, è stata prontamente convocata dall’Amministrazione comunale, recependo preoccupazioni e rimostranze. Così, a seguito di un’ampia discussione la stessa Amministrazione comunale si è resa disponibile ad un tavolo tecnico di concertazione fissato, il prossimo 11 gennaio 2017. Sul banco delle richieste sindacali continua ad essere attenzionato il rispetto dell’accordo sulla stabilizzazione dei lavoratori sottoscritto, il 15 maggio dello scorso anno, tra la Navita, le organizzazioni sindacali, Fp-Cgil – Cisl reti – Ugl e Usb, e con l’allora assessorato con delega all’ambiente e verde pubblico. Nel verbale di accordo sindacale, l’azienda gestore del servizio di trasporto e raccolta dei rifiuti solidi urbani operante a San Severo, si impegnava a stabilizzare le 17 unità assunte a tempo determinato. Unità lavorative, che ad oggi hanno superato il limite di 280 giorni senza interruzioni di servizio, e che, come previsto dalla legge vigente, avrebbero acquisito il diritto all’assunzione a tempo indeterminato, unitamente al diritto all’accesso all’assunzione in caso di passaggio di gestione appaltante, così come previsto e disciplinato dalla normativa contrattuale e di legge vigenti in materia. “Con questa premessa – hanno puntualizzato e ricordato in più di una occasione i sindacalisti – non si comprendono le ragioni per cui si tenta di ostacolare il passaggio di tutta la platea dei lavoratori, compresi i 28 part-time”.

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