Sant’Agata di Puglia, dal 20 al 27 agosto una mostra sul beato Antonio Lucci

Sant’Agata di Puglia, dal 20 al 27 agosto una mostra sul beato Antonio Lucci

SANT’AGATA DI PUGLIA – Domenica 20 agosto alle 18 presso il Castello di Sant’Agata di Puglia si terrà l’inaugurazione della mostra “Antonio Lucci. Illuminista francescano”, a cura di Rocco Marino e Michelangelo Pietradura.
All’inaugurazione prenderanno parte il Sindaco del Comune di Sant’Agata di Puglia, Gino Russo, il presidente della Pro-loco, Gerardo Lionetti e i curatori della mostra Rocco Marino e Michelangelo Pietradura.
Antonio Lucci, nato ad Agnone il 2 agosto 1682, vescovo di Bovino dal 1729 al 1752, beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 18 giugno del 1989, è una figura che si contraddistingue per l’impegno nell’assistenza ai poveri, fortemente permeato come era dello spirito francescano della sua città natale.

A 28 anni di distanza dalla beatificazione questa mostra ne celebra la personalità evidenziandone il duplice aspetto, quello del riformatore e quello dell’uomo caritatevole. Il lato riformatore, direi quasi illuminista, risiede nell’importanza attribuita alla formazione del clero che lo portò nel 1730 a progettare la costruzione di un seminario il quale non fu terminato a causa della mancanza di fondi per il suo sostentamento, ma che non scoraggiò il vescovo il quale provvide a convocare maestri di grammatica e retorica, diritto civile e canonico e a insegnare egli stesso teologia; con una serie di editti stabilì le modalità d’istruzione delle “lettere, dalla quale molto dipende la salute delle anime” e della “dottrina cristiana” ai fanciulli, la sobrietà dei costumi per i religiosi e tutti i diocesani; si occupò, tramite numerose visite pastorali a dorso di una mula, dell’esame del clero e del benessere spirituale e materiale del popolo. Il lato caritatevole, propriamente francescano, è testimoniato dalla promulgazione il 5 settembre 1743 di un editto contro gli usurai e da una moltitudine di testimonianze sulla misericordia nei confronti dei detenuti che dotava di pane e denaro e dei quali sostentava le famiglie, dei malati che faceva curare a sue spese, nello zelo esercitato per far sopprimere la gabella sulla farina, nel distribuire denaro e nel trovare un’occupazione ai giovani in grado di lavorare. Otto artisti, Paolo Bielli, Alessandro Costa, Claudio Di Carlo, Alessandra Di Francesco, Marina Haas, Elly Nagaoka, Michelangelo Pietradura, Eros Renzetti hanno tratto spunto da questi aspetti per celebrare e ricordare Antonio Lucci mostrandolo attraverso le lenti dell’arte contemporanea in una luce attuale per amplificarne il messaggio di carità, tolleranza, uguaglianza e legalità di cui abbiamo ancora, purtroppo, bisogno.
La mostra sarà visitabile dal 20 al 27 agosto 2017 dalle 18 alle 20.

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