Tagli ai patronati, insorgono Acli, Inas, Inca, Ital “A rischio servizi e diritti”

patronatiDomande per l’accesso alla pensione, pratiche a sostegno del reddito (mobilità-disoccupazioni-malattie-maternità); pratiche in materia socio assistenziale (invalidità civili, handicap, assegni sociali); infortuni sul lavoro e Malattie Professionali. Sono solo alcuni dei servizi che i Patronati offrono gratuitamente in provincia di Foggia a migliaia di persone ogni anno. Acli, Inas, Inca, Ital, con le loro numerose strutture presenti in Capitanata, rappresentano una rete in difesa dei diritti dei cittadini, di accesso al welfare.

Nonostante questo, il Presidente del Consiglio Renzi e il suo Governo, ripropongono per il secondo anno consecutivo un ulteriore taglio ai Fondi destinati ai Patronati, fondi provenienti dai contributi dei lavoratori. Tagli che si sommano a quelli già operati in passato a più riprese dai governi precedenti. A quello più pesante, operato dal Governo Monti, fatto passare come intervento per scongiurare il fallimento dell’Italia, con spirito di sacrificio e obbligo morale verso il nostro Paese, i Patronati non si sono opposti. Ma da lì in avanti è iniziata una vera e propria persecuzione, che vuole determinare la fine di un servizio per i cittadini. I Patronati, svolgono un servizio di pubblica utilità, a disposizione di tutti i cittadini, lavoratrici e lavoratori; gratis e senza nulla pretendere.

Da oltre 70 anni i Patronati sono al servizio di tutela dei diritti dei cittadini, quella tutela sancita dalla Costituzione Italiana: Art. 38 (Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L’assistenza privata è libera.)

Lo Stato facilmente dimentica di provvedere e garantire i diritti citati, con norme che a volte sembrano studiate per impedirne facilmente l’accesso. Si pensi, una per tutte, alla norma introdotta nel 2012 della telematizzazione della Pubblica Amministrazione e l’obbligatorietà di presentazione delle domande esclusivamente tramite WEB, senza preoccuparsi di quanta popolazione ancora oggi è sprovvista di un PC. domestico o quanti, anagraficamente parlando, sono in grado di poter trasmettere all’INPS, INAIL, o altro Ente Previdenziale Pubblico una propria istanza. I Patronati ancora una volta, con grosse difficoltà finanziarie e di personale impiegato, si sono messi a disposizione della collettività senza chiedere nulla in cambio.

Oggi i Patronati sono di nuovo a chiedere quella sensibilità, vicinanza e solidarietà, ampiamente riconosciuta l’anno scorso con una raccolta firme, che ha pochi precedenti in passato, sia per numero di firme raccolte sia per il breve tempo in cui è stata fatta. Ben 1.180.000 firme di cittadini Italiani e Stranieri, hanno dimostrato al Governo che i Patronati sono una viva realtà della nostra società e che la loro Funzione a disposizione dei cittadini, non può diventare un “business” per alcune lobby.

Oggi come un anno fa, i Patronati del CE.PA. di Capitanata con i suoi Responsabili: CIPRIANI Ernesto(ACLI); DI LELLA Donato(INAS); VILLANI Angela(INCA); CONVERTINI Anna Grazia(ITAL), sono a chiedere a gran voce che il Parlamento con un emendamento soppressivo scongiuri questo ulteriore taglio di 48 mln. , perché i fondi destinati ai Patronati non sono risorse della fiscalità pubblica , ma quote di oneri sociali(contributi previdenziali) pagati dai lavoratori, di cui una minima parte stornata al Fondo(0,207%), che servono a garantire e mantenere il “SERVIZIO LIBERO E GRATUITO”. Il Governo continua invece a volersene appropriare per poi utilizzare le risorse altrove, magari finanziando voci di Bilancio che nulla hanno a che fare con la tutela previdenziale dei cittadini. red,ros./c.s.//

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