Tremiti salve dalle trivelle ma il Gargano “trema”

Pecorella: “Abbiamo vinto una battaglia, non la guerra”

trivelle

ISOLE TREMITI – Ricerche petrolifere: salve le Isole Tremiti, il pericolo incombe sul Gargano, sulla Puglia e su tutto l’Adriatico. E’ quanto emerge della firma da parte del ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato, del decreto di riordino delle zone marine aperte alla ricerca e coltivazione di idrocarburi, in coerenza con le norme di legge approvate dal Parlamento nell’ultimo anno e con la direzione indicata dalla Strategia energetica nazionale. “Il nostro è un urlo di gioia strozzato in gola”. Così il presidente del Parco nazionale del Gargano, Stefano Pecorella. “Abbiamo vinto una battaglia, ma non la guerra. Come auspicato l’Area marina protetta Isole Tremiti è al riparo dalla balzana idea di ricercare petrolio nelle sue vicinanze, ma il resto del Gargano e della Puglia sono interamente inclusi nelle zone a disposizione per questo tipo di pericolose operazioni, così come gran parte dell’Adriatico che, va ricordato, è un mare chiuso e in malaugurato caso di incidente su qualche piattaforma, il disastro colpirebbe indelebilmente tutti da Nord a Sud. La linea più morbida adottata dal ministro Zannotato ci spinge a continuare a perorare la causa di un’Italia che deve vivere attraverso la tutela e la valorizzazione del suo patrimonio dal quale trarre il vero profitto”. 
Il decreto determina un quasi dimezzamento delle aree complessivamente aperte alle attività offshore, che passano da 255 a 139mila chilometri quadrati, spostando le nuove attività verso aree lontane dalle coste e comunque già interessate da ricerche di Paesi confinanti, nel rispetto dei vincoli ambientali e di sicurezza italiani ed europei. In particolare, il decreto determina la chiusura a nuove attività delle aree tirreniche e di quelle entro le 12 miglia da tutte le coste e le aree protette.

 

 

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