Trivellazioni, il no dell’ARCI

NOTRIVL’art. 35 del Decreto Sviluppo del 2012 ha permesso il riavvio di tutti i procedimenti d’estrazione di petrolio entro le 12 miglia marine, togliendo alle Regioni interessate la possibilità, come alcune e in parte avevano già fatto, di non concedere i permessi. Abrogandone la parte che prevede la non applicabilità del divieto ai procedimenti amministrativi in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 29 giugno 2010 n. 128, si sarebbe potuto bloccare Ombrina Mare e tutte le concessioni a partire dal 2010, ma il Governo Renzi ha invece deciso di non tenere in nessuna considerazione la volontà dei propri cittadini che continuano a ribadire le ragioni del “no” alla politica di ricerca ed estrazione di petrolio e gas a terra ed a mare e si sforzano di portare all’attenzione di tutti i danni che queste creerebbero alle attività economiche e turistiche ed alla salute della popolazione. L’ARCI Puglia, insieme a tutte le sue strutture Territoriali, è da sempre vigile e attento alle purtroppo numerose vertenze ambientali della Regione e aderisce al Comitato “No Triv”, facendo proprie le argomentazioni dello stesso e appoggiando con calore la richiesta al governatore della Puglia, Michele Emiliano, di mantenere le promesse fatte con azioni concretamente apprezzabili. Non ci convincono i canti delle sirene, su tutti quelli che inneggiano al potenziale occupazionale che deriverebbe dalle trivellazioni: siamo certi, infatti, che il contraccolpo in termini di posti impiegati nelle attività legate al turismo finirebbe per far registrare un segno negativo.

La nostra Regione ha da sempre una vocazione di sviluppo legata alla cultura, all’agricoltura e al turismo: i pozzi petroliferi nulla hanno a che fare con i nostri mari né con lo spirito più genuino dei cittadini di questa splendida terra.

 

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