Vieste: congresso Pd: è caos

Scompiglio durante le operazioni di voto, il garante abbandona la sezione

VIESTECongresso sospeso, scompiglio durante le operazioni di voto e il garante abbandona la sezione. E’ accaduto nel Pd di Vieste. Un caos a poche ore dalla conclusione delle votazioni dei circoli per l’elezione del nuovo segretario provinciale del Pd. In atto ci sono dei ricorsi, a Stornara, a Mattinata e a Cerignola.  “I dirigenti del Circolo di Vieste – commenta Raffaele Piemontese, candidato a segretario provinciale – hanno assunto una responsabilità gravissima rendendo impossibile lo svolgimento del congresso regolarmente convocato. Violando il regolamento hanno bloccato il tesseramento e costretto il garante indicato dalla Commissione provinciale per il congresso ad abbandonare la sezione. Evidentemente, hanno temuto di non poter realizzare, nel chiuso di una stanza, il risultato da loro auspicato a vantaggio del mio avversario. Ciò che hanno ritenuto essere il sale della democrazia a Foggia e Manfredonia diventa un pericoloso fattore inquinante della partecipazione a Vieste. Ho piena fiducia nel garante e mi auguro che la Commissione provinciale sappia trovare la migliore soluzione per lo svolgimento sereno e democratico del congresso”. Sul congresso di Vieste e anche provinciale interviene Aldo Ragni, presidente della direzione provinciale del Pd. “Il congresso provinciale avrebbe dovuto essere un momento di confronto sulla linea politica del Pd ed invece è la fotografia di un partito malato. Quello che è accaduto nel congresso di Vieste è di una gravità inaudita. Una decina di persone di Foggia sono venute a Vieste e hanno raccolto un po’ di persone da reclutare in questa competizione congressuale al costo di una tessera e di una birra. Quelle stesse persone che alle elezioni amministrative si vendono al miglior offerente (solitamente il centrodestra). Come si spiega il fatto che a Carpino il Pd con un terzo dei voti di Vieste (500 contro 1500) abbia il triplo delle tessere (129 contro 44)? Ma è solo uno degli innumerevoli esempi”. Ragni va giù duro. “Così non va. Così non può andare. Se Raffaele Piemontese e Michelangelo Lombardi avessero il coraggio di non ascoltare i loro pasdaran si dovrebbero fermare e rendersi indisponibili a guidare un partito in queste condizioni. Perché un Partito democratico ridotto a questo stato non serve a nessuno”.

 

 


 

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