Foggia, la Cgil attacca Miglio: “Rinnegati gli accordi presi

La vicenda parte dalla riforma di legge dell’aprile 2014, che vede il destino dei dipendenti legato a quello delle funzioni

Immagine di repertorio

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FOGGIA – «Uso privato del ruolo politico. Non abbiamo un altro modo per definire quanto accaduto a Palazzo Dogana». E’ dura l’accusa della Funzione pubblica della Cgil di Capitanata nei confronti del presidente e del consiglio provinciale di Foggia, Francesco Miglio, a seguito del voto sul futuro dei dipendenti.
La vicenda prende il via dalla riforma di legge dell’aprile 2014, che vede il superamento delle Province e il destino dei dipendenti legato a quello delle funzioni. Il sindacato, in sede di convocazione del tavolo tecnico, aveva concordato, di concerto con Miglio, che il personale competente per l’edilizia scolastica, la pianificazione dei trasporti e la tutela dell’ambiente avrebbe continuato il percorso lavorativo in provincia mentre «gli altri, i cosiddetti esuberi, avrebbero seguito le competenze: se trasferite alla Regione o ai Comuni gli stessi enti avrebbero preso in carico anche il personale». Ma i piani sembrerebbero essere cambiati. «Avevamo proposto una strada trasparente e che premiava le professionalità– sostiene la Fp della Cgil. – Aver deciso in fretta e furia di buttare a mare un percorso condiviso è offensivo per il ruolo di chi a quel tavolo ha lavorato e siamo certi genererà solo confusione e problemi. A pagare ovviamente sarà lo stesso personale dipendente».