Foggia, a quando la nomina del commissario dell’Atc?

Foggia, a quando la nomina del commissario dell’Atc?

Foggia – Con l’approvazione delle nuove “norme per la protezione della fauna omeoterma” si è avviato un percorso di ridefinizione dell’attività venatoria sotto il controllo diretto di Regione Puglia, controllo che dovrebbe impedire “libere interpretazioni” della normativa regionale.
Chiave di volta, come previsto nella normativa, è il commissariamento degli ATC pugliesi sino all’emanazione del nuovo regolamento che permetterà di rendere operativa la nuova normativa. Il commissariamento degli ATC è indifferibile perché, riportare la gestione sotto la diretta responsabilità degli Uffici Regionali, è l’unico modo per applicare la nuova normativa in un momento di “incertezza di regole” dovute all’assenza di “norme transitorie” nell’attesa del nuovo regolamento regionale ancora da definire.
L’innovazione innovativa più significativa è la volontà, in recepimento della normativa nazionale, di riorganizzare gli ATC su base sub provinciale e, ove vi siano zone di protezione che coinvolgano due provincie, su base interprovinciale.
Per la provincia di Foggia questo vuol dire che vi potrebbero essere due o tre Ambiti Territoriali di Caccia. E’ ipotizzabile un ATC per l’appenino Dauno, uno per il Gargano e il Tavoliere e un terzo per la Valle dell’Ofanto su base interprovinciale.
La riorganizzazione degli ATC comporta, per la caccia alla fauna stanziale, una restrizione della possibilità di “mobilità venatoria provinciale” motivo per cui il nuovo regolamento ha stabilito diversi criteri, e nuove quote, per il rilascio di permessi annuali. Un cacciatore residente in comuni dei Monti Dauni dovrà chiedere un permesso annuale aggiuntivo per cacciare la fauna stanziale nel Tavoliere o nella Valle dell’Ofanto ed è per questo motivo che le nuove norme hanno ridefinito sia il criterio per e graduatorie dei richiedenti il permesso che il numero dei permessi autorizzati. Le graduatorie saranno fatte rispettando il diritto di prelazione dei cacciatori residenti nella stessa provincia dell’ATC di residenza, a seguire i cacciatori residenti nella nostra regione, infine i cacciatori extra regionali per la sola fauna migratoria. Il numero dei permessi rilasciabili da ogni ATC sarà pari al numero dei cacciatori residenti nell’ATC (esempio se un ATC ha mille iscritti residenti potrà accettare altri mille cacciatori extra ATC) sempre, e comunque, nel rispetto dei limiti della pressione venatoria stabiliti nel Programma Venatorio emesso annualmente dalla Regione e in armonia con quanto previsto dal Piano Faunistico pluriennale che Regione Puglia sta aggiornando.
Con tutti i dubbi espressi in sede di costruzione della nuova normativa, e di verifica sul campo, c’è necessità di governare la transizione con dei commissari perché se le nuove quote di “mobilità venatoria” si applicassero agli ATC esistenti avremmo un aumento intollerabile dei cacciatori sul territorio che passerebbero la 1200, 400 regionali e 801 extra regionali, a 4500 e questa è una eventualità da scongiurare per le conseguenze nefaste sulla fauna e sull’ambiente. La conferma che questo è un rischio reale la si ha scaricando dal sito dell’ATC di Foggia il modulo per la richiesta dei permessi annuali, modulo che prevede esclusivamente permessi per i cacciatori provenienti da altri ATC regionali o per extra regionali.
Voglio ricordare a Regione Puglia, prima del comitato di Gestione attuale, la totale conversione dei permessi annuali in permessi giornalieri autorizzata dalla Provincia di Foggia nonostante il diniego di Regione Puglia, e il ripetuto sforamento della pressione venatoria. Va ricordato anche l’utilizzo dei locali di via Manfredonia, l’uso dell’energia elettrica, delle linee telefoniche e riscaldamento senza atti amministrativi e, mentre l’Amministrazione Provincia accumulava deficit, l’ATC di Foggia accantonava utili di gestione. Che dire poi della partecipazione a manifestazioni fieristiche, con acquisto di “biglietti omaggio” per assicurare pubblico a un dibattito e la presenza di “hostess” per lo stand senza uno straccio di contratto d’ingaggio?
Per questi, e altri motivi segnalati per tempo a Regione Puglia, nel sollecitare la nomina del commissario dell’ATC di Foggia, nomina che doveva avvenire entro la fine del 2017 come da legge regionale, esprimo la richiesta che questo incarico sia attribuito a personale dipendente da Regione Puglia perché troppe sono le anomalie riscontrate negli anni scorsi quando era la Provincia di Foggia a controllare l’attività dell’ATC di Foggia.

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