Foggia, Mattarella all’inaugurazione dell’anno accademico: “Formare coscienze contro la criminalità”

FOGGIA – L’Università di Foggia ha accolto questa mattina il Capo dello Stato Sergio Mattarella che è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico. È stato accolto dall’applauso dei presenti che si sono alzati in piedi. Ad accoglierlo ci sono stati docenti, studenti e le massime autorità cittadine e accademiche. Prima del suo intervento hanno preso la parola, Daniela Dato, docente del Dipartimento di Studi Umanistici e delegata del Rettore all’Orientamento a cui è stata affidata la prolusione. Particolarmente emozionate il discorso del presidente del comitato degli studenti Mirko Bruno. «Impugnare una penna, un pennello o un violino al posto di una pistola non è retorica è un atto di coraggio, il più poetico che ci sia. È un no convinto e imperituro», facendo riferimento alla lotta alla criminalità organizzata. Lo ha detto con tono deciso e convito Bruno rivolgendosi al presidente Mattarella e a tutti i suoi colleghi studenti.
Mattarella ha rivolto il suo messaggio ai giovani: «Il Paese è in un momento di rilancio, di esigenza di ripresa. C’è bisogno di garantire ai giovani una prospettiva di vita, di realizzazione personale, di uguaglianza e di libertà. La formazione delle coscienze è avvertita come indispensabile in tutto il nostro Paese. E sul fronte della lotta alla criminalità organizzata la formazione delle coscienze è decisiva ed è uno degli elementi cui concorre l’insegnamento universitario che, come presidio di cultura, è ovunque un elemento di sostegno». Sulla crescita economica ha poi lanciato l’appello: «C’è la necessità di sostenere un’economia che cresce, di aumentare i posti di lavoro, e vi è un’azione indispensabile, quella della formazione delle coscienze. Bisogna sviluppare senso della convivenza e della legalità. Anche i giovani si impegnino ad accettare il rischio, la voglia di mettersi in gioco, questo è in realtà l’orizzonte di cui tutta l’Italia ha bisogno. Dobbiamo puntare ad una crescita costante perché tutto il nostro Paese è in un momento di rilancio, di ripresa. C’è bisogno di un rilancio e le università sono un punto decisivo».
Poi ha osservato: «L’esortazione» dello studente «Bruno, nel chiedere ai giovani di impegnarsi, di non tirarsi indietro, di accettare il rischio e di mettersi in gioco, è l’orizzonte che tutto il nostro Paese si pone come obiettivo, di cui tutto il nostro Paese ha bisogno. La giovane generazione che cresce, consente al nostro Paese di sperare in una crescita costante, nell’innovazione, nel senso di responsabilità, nel senso di eguaglianza e di libertà realmente vissuta».

 

 

 

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