Foggia, recinzione non autorizzata a Parco San Felice: un danno sociale

Ph. Maurizio Marrese

FOGGIA – Sono passati quasi sei mesi da quando circa un ettaro di verde pubblico di parco San Felice è stato interdetto ai cittadini foggiani a causa di una recinzione posta da un privato che a detta dell’ex assessore Sergio Cangelli fu definita, dopo un nostro comunicato stampa del 16 gennaio, come “un’area finalmente restituita alla sua effettiva vocazione (sportiva), che, con buona pace dei polemisti a senso unico, è quella di essere un luogo ideale di ritrovo per i cittadini di ogni età“.
In realtà i fatti non dovevano essere proprio questi visto che dopo l’insistenza di associazioni e comitati cittadini (Società Civile etc.) la medesima recinzione fu definita dallo stesso Comune di Foggia “abusiva” e che doveva essere irrevocabilmente rimossa.
Purtroppo la recinzione è ancora li ed oggi si parla di ricorsi e battaglie legali.
Noi del WWF Foggia chiediamo chiarezza e trasparenza e pretendiamo che l’amministrazione comunale trovi i responsabili di questo madornale errore amministrativo. Infatti ricordiamo e ribadiamo che per tutti questi mesi i cittadini di Foggia sono stati privati di un luogo pubblico, di uno spazio sociale ove passare il tempo libero che proprio in questo periodo di distanza forzata risulta vitale per il benessere psico-fisico.
Solleviamo inoltre un’altra questione importante, visto che in questi mesi su questo ettaro del parco non è stata effettuata manutenzione del verde (sfalcio, pulizie etc.) questi servizi sono stati ugualmente pagati dal Comune di Foggia? Ovvero sono rientrati nel budget di spesa per la manutenzione del verde pubblico? Chiediamo quindi di verificare questo aspetto ed eventualmente di recuperare le somme “a compensazione” piantando magari esemplari arborei nella medesima area in accordo con le associazioni cittadine che di fatto hanno tutelato l’interesse pubblico.

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